Multitasking: distrae e confonde chi lo pratica

di Valentina Cervelli 1

Multitasking? Attenzione alla memoria ed allo stress, ma soprattutto alle distrazioni. L’essere attivi su più fronti tecnologici non stimola il cervello come si crede erroneamente, ma lo mette a dura prova, creando nella persona che lo applica, dopo qualche tempo uno stato di reale distrazione.

L’uso contemporaneo di computer, smartphone ed altri compendi elettronici rischia di mettere a repentaglio le nostre performance, anche se non ce ne rendiamo conto. E’ uno studio pubblicato sulla rivista Cyberpsychology, Behavior and Social Networking a dimostrarlo.

Questo perché la nostra attenzione è portata a saltellare da un oggetto all’altro, senza mai focalizzarsi totalmente. Spesso in questo campo si portano ad esempio gli adolescenti, emanazione diretta di ciò che il multitasking rappresenta: il loro flusso interminabile di utilizzo di tecnologia da ben presto la riprova di un atteggiamento di distrazione e poca focalizzazione.

Ma si sentiva la necessità di ampliare il modello e per questo motivo due professori della Carroll School of Management di Boston, Adam Brasel e James Gips, hanno usato telecamere speciali per registrare lo sguardo del gruppo di volontari ai quali sono stati richiesti 30 minuti di uso contemporaneo di televisione e computer, senza condizionamenti.

Spiegano  i docenti:

Ci aspettavamo che l’utilizzo simultaneo di questi due mezzi portasse a una riduzione dell’attenzione, ma non credevamo fino a questo punto . In 27 minuti i volontari in media hanno spostato 120 volte gli occhi da uno schermo all’altro, senza peraltro rendersene conto: quando abbiamo chiesto loro quante volte erano passati dalla TV al Pc e viceversa, hanno dichiarato di averlo fatto una quindicina di volte al massimo. Dieci volte meno rispetto a quanto era accaduto in realtà. E pur togliendo gli sguardi rapidi, di durata inferiore a un secondo e mezzo, restano comunque 70 cambi di attenzione nella mezz’ora di test.

Sebbene i volontari sostenessero di aver cambiato dispositivo solo nel corso degli spot  o in caso di caricamento pagina, in realtà si erano distratti continuamente, pur registrando solo alcuni di questi loro “cambi” di attenzione. Spiegano ancora i ricercatori:

Quando cerchiamo di prestare attenzione a più di un mezzo tecnologico, in realtà non ci riusciamo che per pochi secondi .Il nostro test prevedeva l’uso simultaneo di pc e TV, ma sappiamo bene che la realtà include anche telefoni, lettori mp3, navigatori che spesso gestiamo e teniamo accesi tutti assieme. Con il risultato, presumibilmente, di finire per essere ancora più incapaci di focalizzarsi sull’uno o sull’altro.

L’età non ha rappresentato una discriminante. Sia i ventenni che gli ultra quarantenni presentavano gli stessi intervalli di attenzione.

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Fonte: Corriere della Sera

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