Oncovex, il vaccino anti-melanoma

di Piera Commenta

Dalla Gran Bretagna arriva una notizia destinata a risollevare le sorti dei tanti pazienti ammalati di melanoma, anche quelli che si trovano in uno stadio più avanzato della malattia. Le ricerche condotte da tempo dai ricercatori britannici, infatti, hanno dato ottimi e convincenti risultati che sono stati riportati anche dal quotidiano Daily Telegraph. Gli studi hanno portato all’individuazione di un farmaco capace di agire direttamente sulle cellule tumorali.

Il nuovo prodotto, chiamato Oncovex, costituirebbe, in pratica, un vaccino contrio varie forme di melanoma, ma al momento si tratta ancora di una sperimentazione e la sua commercializzazione dovrà attendere ancora, almeno altri cinque anni.

La particolarità del vaccino Oncovex è la sua capacità selettiva: il farmaco, infatti, agisce con grande efficacia e precisione prendendo di mira solo le cellule tumorali e lasciando invece intatte quelle sane. La cosa più  interessante, però, è che questo prodotto riesce ad essere efficace anche per il melanoma in stadio avanzato dato che attiva e stimola la naturale risposta del corpo a contrastare il cancro.

Nella sperimentazione il farmaco è stato somministrato su un numero non molto ampio di pazienti, circa 50 con melanoma in stato avanzato ma, i risultati, sembrano far ben sperare: nel 16% dei casi,le cellule tumorali sono state arrestate dalla loro crescita per circa 4 anni. Il 28% degli ammalati, invece, ha registrato una riduzione del tumore di circa il 50% in termini di estensione. Secondo Howard Kaufman, direttore della ricerca, “lo studio mostra che potremmo avere una cura per alcuni pazienti con melanoma in fase avanzata che potrebbe salvare migliaia di persone all’anno. Questa patologia è purtroppo molto diffusa nella popolazione

L’ultimo step, prima dell’immissione in commercio, però prevede uno studio ancora più approfondito e su un campione più vasto: la BioVEX, casa produttrice del vaccino anti-melanoma è già all’opera per condurre la fase finale della sperimentazione negli Usa e nel Regno Unito su 400 pazienti.

[Fonte: ADNKronos]

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