Più materia grigia segreto di felicità?

di Valentina Cervelli Commenta

Più materia grigia porta a maggiore felicità? Sembra essere questo il segreto. E tutto dipende dall’averne di più in una regione del cervello chiamata precuneo. E’ questo che suggerisce una recente ricerca dell’Università di Kyoto.

dita con sorrisi disegnati

Secondo il gruppo di ricerca di Wataru Sato la felicità è in realtà una combinazione di emozioni piacevoli e soddisfazioni: fattori che stimolano questa parte del cervello in particolare. La differente risposta in questo caso, quindi il sentirsi più o meno felici, dipenderebbe dalla materia grigia che forma il precuneo. Più è grande, maggiore sarebbe la risposta conscia alle sensazioni piacevoli.

Le persone vivono le emozioni in maniera differente. Ognuna di loro ha un diverso modo di approcciarle, felicità compresa. E dipenderebbe proprio dal meccanismo naturale regolato da questa sezione cerebrale. Vi è un unico problema: ancora non si conosce di preciso come questo processo avvenga. Riuscire a capirlo porterebbe ad una effettiva conoscenza del livello di felicità sperimentato dalle persone.

Gli scienziati sono giusti alle loro conclusioni fornendo ad un campione di persone alcuni test ai quali rispondere mentre sottoposti ad una risonanza magnetica funzionale in grado di evidenziare l’attività cerebrale. E’ stato chiesto ai partecipanti di spiegare quanto fossero soddisfatti in generale, quanto intensamente sentissero le emozioni e se fossero soddisfatti della loro vita. Commenta il coordinatore della ricerca.

Nel corso della storia molti grandi pensatori come Aristotele si sono chiesti a lungo cosa fosse realmente la felicità. Io sono molto contento di poter dire che ora sappiamo cosa significa essere felici. Molti studi hanno sostenuto che la meditazione aumentasse la materia grigia nel precuneo. La nostra ricerca, focalizzata sull’area dove la felicità “nasce” sarà utile per creare dei programmi specifici per rendere le persone felici basandosi su ricerche scientifiche.

Le future applicazioni di questa scoperta, soprattutto se si sarà in grado effettivamente di sciogliere il mistero sul funzionamento del meccanismo alla sua base, potrebbero essere davvero interessanti.

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