Invecchiamento, i radicali tornano liberi (forse)

di Paola Commenta

 Parliamo di radicali liberi, sempre sul banco degli imputati come responsabili del processo di invecchiamento. Trattiamo l’argomento per raccontarvi un esperimento che sembra quasi fantascienza, effettuato dal dottor Siegfried Hekimi e dal suo allievo, il dottor Wen Yang, entrambi ricercatori presso il Dipartimento di Biologia della McGill University.

I due hanno testato l’attuale teoria dei radicali liberi relativa all’invecchiamento, creando dei vermi mutanti che avevano una maggiore produzione di radicali liberi, prevedendo che sarebbero vissuti poco. La sorpresa invece è che hanno vissuto molto più dei vermi non modificati.
Longevità che è stata annullata quando i vermi sono stati trattati con antiossidanti come la vitamina C.

I ricercatori hanno poi cercato di imitare l’apparente effetto benefico dei radicali liberi trattando i vermi con un erbicida, il paraquat, che agisce aumentando la produzione di radicali liberi. Il paraquat è così tossico per l’uomo e gli animali da essere vietato nell’Unione Europea e il suo uso è limitato in molti altri luoghi. Con sua grande gioia, Hekimi ha scoperto che i vermi effettivamente vivevano più a lungo dopo essere stati esposti alla sostanza chimica. “Non provateci a casa!” si è affrettato a precisare lo scienziato. I risultati dell’esperimento sono stati pubblicati il 6 dicembre scorso sulla rivista di divulgazione scientifica PLoS Biology.

I radicali liberi sono molecole tossiche prodotte dal nostro organismo come sottoprodotto dei processi dell’ossigeno. Mentre il corpo cresce e le cellule espletano le loro funzioni, l’organismo consuma ossigeno, generando radicali liberi come sotto-prodotto,  sotto-prodotto che a sua volta provoca danni alle cellule. Una teoria di vecchia data suggerisce che l’invecchiamento è causato da un circolo vizioso che coinvolge una crescente produzione di radicali liberi, seguita da un danno alla cellula e da un ulteriore aumento dei radicali liberi a causa dei danni.

“Questi risultati sfidano la nostra comprensione di come i radicali liberi sono coinvolti nel processo di invecchiamento”, ha spiegato Hekimi. “La teoria attuale è molto ordinata e logica, ma questi risultati suggeriscono un diverso quadro del motivo per cui lo stress ossidativo è associato con l’invecchiamento.”

I vermi geneticamente modificati hanno dimostrato che la produzione di radicali liberi può contribuire a innescare meccanismi generali di protezione e riparazione del corpo. In altre parole, in determinate fasi della vita, i radicali liberi possono essere una parte fondamentale del nostro benessere, nonostante la loro tossicità.

“Sono necessarie ulteriori sperimentazioni per esplorare esattamente come questi dati potrebbero cambiare la nostra teoria dell’invecchiamento”, ha concluso Hekimi.

Per saperne di più su radicali liberi ed invecchiamento:

[Fonte: “Free radicals good for you? Banned herbicide makes worms live longer”, McGill University]
[Photo credit: Bob Goldstein, UNC Chapel Hill]

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