Radiografia in 3d, un aiuto alla chirurgia dall’ Università di Pisa

di Piera Commenta

La radiologia, tecnica diagnostica ideata già nel 1895 dal fisico tedesco Wilhelm Conrad Röntgen, viene impiegata in medicina per la diagnosi di eventuali problematiche, ma anche come valido supporto per le operazioni chirurgiche. Dalla sua nascita ad oggi sono state tante le evoluzioni che hanno interessato le radiografia, dovute sopratutto alla conoscenza e lo sviluppo delle nuove tecnologie.

Il team di ricerca operativo presso l’Azienda ospedaliero-universitaria di Pisa, ha fatto un vero e proprio passo avanti in questa direzione sviluppando un software per la radiologia tridimensionale, grazie anche al know how di Vincenzo Ferrari, giovane ingegnere premiato dal Movimento italiano modellistica e simulazione per la sua tesi di dottorato sul’argomento del 3d in medicina, una tecnologia che può essere di grande aiuto sopratutto nelle varie fasi della chirurgia.

Il Centro di ricerca per la chirurgia assistita al calcolatore, diretto da Franco Mosca presso l’Ateneo toscano è sempre stato attivo nella ricerca di nuove soluzioni per migliorare le pratiche mediche. La realizzazione di un software interamente dedicato alla radiologia tridimensionale consente di avere delle attendibili e precise riproduzioni in 3d delle varie parti del corpo umano. La maggiore definizione delle immagini e la possibilità di visualizzarne le varie superfici, avendo una visione maggiormente realistica, consente di svolgere con più efficacia le varie operazioni previste nella chirurgia. Inoltre tale applicazione può essere integrata anche con i sistemi di navigazione chirurgica e con le soluzioni innovative sviluppate nel vicino EndoCas, un altro centro di ricerca, attivo all’ospedale di Cisanello, dove una squadra formata da specialisti dei vari settori dell’ingegneria, informatica e della fisica lavorano alla creazione di prototipi per l’applicazione pratica della chirurgia con supporto 3d.

Le due strutture, quella di Pisa ed il centro EndoCas, dovrebbero svolgere un lavoro simultaneo e da questa partnership, come già avvenuto all’estero, in Europa e negli USA,  dovrebbe prendere forma il primo centro italiano interuniversitario per la  formazione e la simulazione in medicina con l’obiettivo principale di sviluppare questa bnuova metodologia, ma anche permettere l’adozione della radiologia tridimensionale in alcuni campi specifici come la chirurgia mininvasiva e d’urgenza oltre che, ovviamente, la diagnostica per immagini.

[Fonte: Ansa.it ]

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