Sangue, scoperti due nuovi gruppi

di Marco Mancini 3

 

Una scoperta fondamentale, che spesso può fare la differenza tra la vita e la morte di un paziente, è stata recentemente effettuata presso l’Università del Vermont. Ai quattro gruppi sanguigni oggi noti se ne aggiungono altri due. Ora infatti conosciamo i gruppi sanguigni 0, A, B e AB, ed ognuno di questi a loro volta possono essere positivi o negativi. Ma secondo il biologo Bryan Ballif che ha effettuato la scoperta, ce ne sarebbero altri due: Langereis e Junior.

Queste due tipologie sono state notate ora perché considerate rare, e perché presenti solo in specifiche etnie. Ad esempio tanto rare in Giappone non sono visto che si stima che 50 mila persone appartengano al gruppo Junior negativo. Un particolare non da poco che può essere fondamentale in caso di trasfusione di sangue.

Secondo la scoperta, che è stata pubblicata su Nature Genetics, i responsabili di questi due gruppi nuovi sarebbero i globuli rossi che trasportano due proteine denominate ABCB6 e ABCG2. In precedenza, spiega Ballif, erano state individuate 30 proteine che davano vita ai gruppi sanguigni conosciuti. Oggi sono diventate 32.

Siamo stati in grado di testare la sequenza del gene, e siamo abbastanza sicuri che abbiamo trovato mutazioni in questo gene particolare.

A dir la verità, seppure quelli citati sopra siano i gruppi sanguigni più famosi, l’International Society Blood Transfusion riconosce ben ventotto tipi di sangue, l’ultimo dei quali individuato 10 anni fa, ed ora sta prendendo in considerazione questo studio per capire se è il caso di aggiungere anche il Langereis ed il Junior alla lista. Un aspetto fondamentale ad esempio per spiegare come mai, in seguito ai trapianti d’organo, a volte questo viene rigettato dal corpo, o per individuare più precisamente il gruppo sanguigno del donatore e stabilire con maggiore certezza la compatibilità con il ricevente. Ma la ricerca non finisce qui visto che, secondo Ballif e colleghi, esistono ancora altri 10-15 tipi di sangue sconosciuti all’uomo che hanno intenzione di scovare.

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[Fonte: Sciencedaily]

Photo Credits | Thinkstock

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