Sclerosi multipla, immunoterapia e cure mirate

di Cinzia Iannaccio Commenta

Contro la Sclerosi Multipla presto una nuova arma più efficace in quanto mirata. E’ ciò che suggerisce uno studio scientifico appena pubblicato sul “The Journal of Allergy and Clinical Immunology” e condotto presso i laboratori dell’Istituto Nazionale di Genetica Molecolare “Romeo ed Enrica Invernizzi” (INGM) in collaborazione con il Centro Sclerosi Multipla della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico e dell’Università di Milano, diretto dal Prof. Elio Scarpini. Al centro del lavoro, la scoperta di un particolare meccanismo molecolare alla base della sclerosi multipla, che potrebbe aprire la strada a nuove terapie, sempre più personalizzate e con conseguenti minori effetti collaterali.

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La Sclerosi multipla è tra le più gravi malattie autoimmuni che si conoscano attualmente. Queste sono caratterizzate dal malfunzionamento del sistema immunitario che attacca alcuni tessuti o cellule sane, scambiandoli come nemici (virus o batteri), compromettendone la funzionalità. Nello specifico, nella Sclerosi Multipla, le cellule T del sistema immunitario colpiscono il sistema nervoso centrale (in particolare il cervello) provocando una progressiva disabilità.  Di recente sono state messe a punto nuove terapie, capaci di rallentare il decorso della malattia, sopprimendo il sistema immunitario, cosa purtroppo spesso pericolosa in quanto rende l’individuo soggetto ad infezioni, soprattutto virus già in circolo nell’organismo ma tenuti a bada.

Lo studio si è proposto di chiarire quali cellule T possono diventare patogene e quali invece rimangono a protezione dei virus. Identificate tali cellule ed il loro meccanismo, si è raggiunto lo scopo: ciò porterà alla progettazione di terapie sempre più mirate e sicure, ovvero di immunoterapia che preservi le cellule T buone, mirata solo a quelle “cattive”.

Ha spiegato il Prof. Elio Scarpini:

“In effetti, la criticità più importante di alcuni dei farmaci più efficaci attualmente in uso per il trattamento della forma recidivante-remittente della Sclerosi Multipla è costituito dai possibili effetti collaterali che possono provocare: presentano un’ottima efficacia sotto il profilo clinico ma comportano il rischio di indurre riattivazioni virali, costringendo i medici alla sospensione del trattamento e rendendo più complicata la strategia terapeutica”.

 

 

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