Tasimelteon, dagli Stati Uniti arriva la pillola dei “Sogni d’oro”

di Redazione Commenta

Uomini d’affari e piloti d’aereo, in primis. Ma anche militari, sportivi, turisti, operai turnanti, studenti etc. drizzate le antenne: è in arrivo dagli Stati Uniti una pillola rivoluzionaria, che vi consentirà di “settare” l’orologio biologico sulla base delle vostre esigenze.

Si chiama Tasimelteon, ed è il prodotto di uno studio condotto dal “Brigham and Women’s Hospital di Boston” su un campione di 450 individui lievemente insonni. Il risultato, che promette di trasformare le abitudini umane, è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica “The Lancet”: nel corso delle sperimentazioni, si legge, i soggetti sono stati “costretti” ad addormentarsi con 5 ore di anticipo rispetto alle personali abitudini; parte (minoritaria) delle “cavie” assumendo una soluzione di acqua e zucchero (il cosiddetto placebo), parte con l’ausilio del sopracitato Tasimelteon, un concentrato di quell’ormone – la melatonina – alla base del nostro sonno.

Il risultato? Nonostante le condizioni standard di luce e buio indotti, i soggetti sottoposti al trattamento placebo hanno continuato a manifestare gli usuali (per loro) disturbi, mentre l’altra parte è riuscita a riposarsi al meglio nonostante l’orario del sonno non corrispondesse a quanto stabilito dall’ormai proverbiale “orologio biologico”.

“La speranza è che se hai cambiato le tue abitudini, eppure hai dormito bene, dovresti star bene anche il giorno dopo e superare agevolmente il jet lag» ha spiegato il capo dei ricercatori, la dottoressa Elisabeth Klerman. Più cauto lo psichiatra Francesco Benedetti, dell’Istituto San Raffaele di Milano: “La nuova pillola anti jet lag è un antagonista dei recettori della melatonina; mi sembra di capire che si tratti di un prodotto chimico che farà quello che fa in natura la melatonina: regola il ritmo biologico” le sue parole al Corriere.

La strada, comunque, sembra tracciata; entro un anno, il prodotto potrebbe essere messo sul mercato. E cambiare le abitudini di vasti strati della popolazione. Oppure solo aiutare coloro i quali, e sono tanti, per “prendere sonno” si vedono costretti a ricorrere agli espedienti più stravaganti.

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