Vitamina E rallenta il progredire dell’Alzheimer

di Valentina Cervelli Commenta

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La vitamina E può aiutare a controllare il declino cognitivo causato dalla morbo di Alzheimer nella sua forma da lieve a moderata. Lo suggerisce uno studio condotto dai ricercatori del Minneapolis VA Health Care System.

Il fatto che un nutriente come la Vitamina E, facilmente recuperabile attraverso una corretta alimentazione possa aiutare a tenere sotto controllo una così pericolosa espressione dell’Alzheimer, raggiungendo dei risultati ancora più validi e duraturi di un noto farmaco presente in commercio a tale scopo come la Memantina fa ben sperare per una applicazione veloce e valida di questa scoperta.

La squadra di scienziati diretta da Maurice W. Dysken ha pubblicato uno studio sulla rivista di settore Journal of American Medical Association i cui si è verificata sia la sicurezza che l’efficacia dell’utilizzo della vitamina E rispetto al medicinale sopra citato per contrastare l’Alzheimer. Per far ciò è stato preso in considerazione un campione abbastanza eterogeneo composto da 613 persone con affette da Alzheimer, suddivise poi successivamente in quattro gruppi in modo random ai quali sono stati poi somministrati (casualmente) o 2mila UI di vitamina E, o 20 mg/die di Memantina o entrambe, o un placebo.

Seguiti per due anni circa e testati per ciò che concerne il declino funzionale in modo costante, i pazienti trattati con la vitamina E hanno beneficiato di una riduzione del 19% nel tasso annuo di declino funzionale cerebrale, rispetto a coloro che hanno assunto il placebo. Inoltre queste persone hanno necessitato di meno assistenza sanitaria e di tipo personale. Coloro che hanno assunto solo il farmaco o la combinazione tra vitamina e medicinale non hanno fatto registrare benefici significativi, come se il farmaco annullasse involontariamente l’effetto benefico della vitamina E.

E’ necessario ed auspicabile studiare meglio il legame che intercorre tra vitamina E ed Alzheimer. Nel frattempo possiamo fare del nostro meglio consumando quei cibi come la frutta secca che contengono forti quantità di questo nutriente.

Fonte | Jama

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