Smettere di fumare ora sarà possibile con un vaccino

di Marco Mancini 3

Basta cerotti, diete e forza di volontà. Nel giro di pochi anni a chi vorrà smettere di fumare basterà un’iniezione. A proporla è la casa farmaceutica britannica GlaxoSmithKline, la quale si è appena assicurata i diritti di produzione di NicVAX, il vaccino anti-nicotina prodotto dai laboratori statunitensi Nabi Biopharmaceutical.

Il vaccino agisce direttamente sul sistema immunitario ed assicura un’astinenza immediata ed una recidività bassissima. Spiegano dal laboratorio che il farmaco stimola il sistema immunitario a produrre degli anticorpi che, una volta venuti in contatto con la nicotina, formano un composto molecolare troppo grande per passare attraverso la barriera ematoencefalica. Quest’azione serve a bloccare il processo che rende dipendenti dalla nicotina.

Le sostanze rilasciate dalla sigaretta di solito finiscono con il raggiungere il cervello producendo dopamina, la quale a sua volta provoca quella sensazione di benessere che porta alla dipendenza. Con questo processo la nicotina non riesce più a raggiungere il cervello, e non producendo più dopamina, fa perdere l’interesse, il gusto, della sigaretta. A questo punto, una volta tagliata la dipendenza fisica, il fumatore si renderebbe conto dell’inutilità di acquistare le sigarette, e smetterebbe di fumare.

La sperimentazione è arrivata all’ultima fase, la terza, e dunque se anche questa dovesse raggiungere buoni risultati, porterebbe alla commercializzazione del prodotto nel giro di un paio d’anni. Non tutto però è detto che vada per il verso giusto. L’azienda svizzera Novartis, uno dei colossi mondiali dei farmaci, ha da tempo iniziato la sperimentazione di un farmaco simile al NicVax, ma i risultati sono stati così poco rassicuranti che ha deciso di mollare la via del vaccino anti-fumo. Non è dello stesso avviso la britannica GlaxoSmithKline, tanto che ha già speso 500 milioni di dollari per assicurarsi la pole position nella produzione del farmaco. Gli effetti collaterali ancora non sono noti, ma cominciando a breve la sperimentazione sugli esseri umani, ogni ostacolo potrebbe essere presto svelato.

[Fonte: Corriere della Sera]

Commenti (3)

  1. Ne avevamo già sentito parlare qualche anno fa…l’interesse economico del produttore e di chi ne acquista i diritti è a dir poco spropositato. Pensiamo che in Italia i fumatori sono 12-14 milioni (dalle ultime fonti), diciamo un miliardo nel mondo. Fate voi i calcoli. Come al solito la leva di questo marketing sarà il fatto che sarà facile smettere di fumare, senza sforzo e relativamente economico. Ma funzionerà? E quali saranno gli effetti del vaccino? Rimango dell’opinione che il fumo è una libera scelta e per questo va demonizzato, tutto il resto del male che respiriamo, cento e anche mille volte più nocivo della sigaretta, è una costrizione. Che producano le auto ecologiche, è da 50 anni che avrebbero potuto farlo.
    Complimenti comunque per l’articolo,
    Franco.

  2. grazie per i complimenti, in ogni caso lo so che ogni cosa che le case farmaceutiche fanno, lo fanno solo per una questione di marketing, ma se questo può aiutare a smettere di fumare tanta gente, ben venga. Appunto come dici tu, già dobbiamo convivere con il fumo delle auto, delle industrie e quant’altro, se a tutto questo ci aggiungi il fumo delle sigarette, la situazione diventa piuttosto tragica.

    Non bisogna infatti sottovalutare che se un miliardo di persone smette di fumare, ci saranno altri 3-4 miliardi che non soffriranno (come me) il fumo passivo di quelle persone che hanno smesso. In ogni caso ci guadagnamo tutti in salute, e se per guadagnarci, le case farmaceutiche fanno grossi fatturati, a me privato cittadino interessa poco. Preferisco sapere che non sarò costretto a respirare il fumo passivo di altri.

  3. si sa qualche news sul vaccino anti fumo?

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