Ma il vaccino BCG per la tubercolosi funziona? E che durata ha?

di Cinzia Iannaccio Commenta

 Ma il vaccino BCG per la tubercolosi funziona? E che durata ha?Belle domande vero? In quanti ce le saremo poste in questi mesi in cui si è parlato lungamente di rischio tubercolosi e probabili epidemie anche in Italia? La risposta ad ambedue i quesiti potrebbe essere NI. Mi spiego meglio. Attualmente il vaccino che si utilizza è il BCG che prende il nome dai suoi inventori Albert Calmette e Camille Guérin (Bacillo di Calmette-Guérin) che lavoravano presso l’Istituto Pasteur, in Francia. Stiamo parlando di un secolo or sono.

Il vaccino antitubercolare BCG fu usato per la prima volta nel 1921 e cominciò a diffondersi nel resto del mondo, compresi gli Stati Uniti, solo dopo la Seconda Guerra Mondiale. Da allora in molte nazioni il vaccino BCG è stato usato per contrastare la tubercolosi, soprattutto nei bambini, dove sembra avere una buona efficacia nel prevenire le forme gravi di tbc (come la meningite tubercolare). Per questo motivo nei paesi dove questa malattia è endemica (come nel Sudafrica dove si ha la maggiore incidenza) questo vaccino viene somministrato a tutti i bimbi sotto i tre anni. Purtroppo però non è efficace al 100% e la sua protezione diminuisce con l’aumentare dell’età dei bambini, anzi sembra assolutamente inefficace nella tbc polmonare dell’adulto, la più frequente in assoluto. Nonostante l’OMS abbia appena dichiarato un fermo nell’aumento della diffusione del contagio tubercolare, le cifre sono ancora molto alte e si sta diffondendo una pericolosa tubercolosi multi-farmaco-resistente. E’ per questo che da anni si sta cercando di creare un nuovo vaccino che funzioni sempre e soprattutto meglio.

Quali allo studio? Recentemente, mentre impazzava il caso “tbc al Policlinico Gemelli” sulla rivista Nature Medicine veniva pubblicato un articolo scientifico circa un prototipo di vaccino contro la tubercolosi  che sembrava avere buoni risultati sui topi, ma in concreto c’è attualmente ben poco. Un primo vaccino di nuova generazione ricombinante, finaziato dal NIAID  National Institute of Allergy and Infectious Deseases è entrato in fase di sperimentazione sull’uomo già dal 2004; risultati molto promettenti arrivano però da un altro farmaco ideato presso la Oxford University e basto su una manipolazione genetica: si chiama MVA85A ed è in studio linico di fase II in Sudafrica già da un anno.

Ma le sperimentazioni in corso sono molte di più, finanziate anche da Fondazioni private, come quella di Bill & Melinda Gates che recentemente hanno annunciato uno stanziamento di oltre 200 milioni di dollari per la sperimentazione clinica di altri 6 vaccini. In attesa rimane il BCG attualmente prescritto (nelle aree non endemiche come l’Italia o gli Stati Uniti) solo a determinate categorie a rischio:

  • Bambini risultati negativi al test ma esposti al rischio del contagio
  • Operatori di assistenza sanitaria che lavorano in luoghi a rischio.

Tra gli altri limiti di questo prezioso ed unico strumento (almeno finora) per la profilassi: può dare positività al test della tubercolina ed il suo effetto, diminuisce col passare del tempo.

 

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