Il vaccino contro la febbre gialla modificato potrebbe proteggere dalla malaria

di Marco Mancini Commenta

Non c’è vaccino per la malaria, una malattia che fa ammalare quasi 250 milioni di persone ogni anno e uccide un bambino ogni 30 secondi. Ma qualcosa potrebbe cambiare: i ricercatori della Rockefeller University hanno trasformato geneticamente il vaccino contro la febbre gialla per innescare il sistema immunitario per tenere lontani i parassiti come la zanzara che causano la malattia. I ricercatori hanno scoperto che il vaccino modificato, insieme ad un richiamo, applicato sui topi li ha protetti contro la malattia.

La malaria è una delle crisi sanitarie più urgenti dei Paesi in via di sviluppo, ma è noto dal 1960 che una forma del parassita della malaria, chiamato sporozoite, potrebbe “risvegliare” il sistema immunitario e proteggere contro le infezioni future. L’unico modo per raccogliere gli sporozoiti, tuttavia, è di coglierli uno per uno dalle ghiandole salivari delle zanzare malariche. Per fornire l’immunità, i parassiti devono poi essere iniettati in dosi elevate, un approccio intensivo non realizzabile su larga scala.

Avevamo bisogno di trovare un altro modo per ottenere i benefici della vaccinazione da sporozoite

ha spiegato Charles M. Rice, capo del Laboratorio di virologia e malattie infettive. Insieme con i ricercatori del Laboratorio Michel C. Nussenzweig ‘s di Immunologia Molecolare del Rockefeller e i colleghi della New York University, Rice e il suo gruppo ritengono che “l’infezione che combatte l’infezione” potrebbe essere la chiave. Hanno iniziato a sperimentare questa teoria col vaccino contro la febbre gialla, noto come YF17D, che è stato utilizzato per vaccinare con successo oltre 400 milioni di persone dal 1937. Il vaccino è stato modificato contro alcuni agenti patogeni, come appunto la malaria.

Negli esperimenti pubblicati il mese scorso sulla rivista Vaccine, i ricercatori hanno inserito la sequenza quasi completa di un gene della malaria nel vaccino YF17D ed hanno notato che il gene potrebbe produrre le proteine in cellule in coltura. La proteina che hanno scelto, chiamata CSP, copre la superficie dello sporozoite della malaria e si pensa che sia il motivo principale per cui questa forma del parassita stimola il sistema immunitario in modo efficace.

Nei topi ha funzionato con una dose singola, ma per una protezione al 100% i ricercatori credono che ci sia bisogno almeno di un richiamo.

Questi risultati sono interessanti perché mostrano che il vaccino YF17D-CSP può innescare la risposta immunitaria contro un parassita della malaria

ha concluso l’autrice Cristina Stoyanov. Sebbene l’utilità di questo approccio per l’immunizzazione umano non sia ancora chiara, il team spera che ulteriori studi su altri modelli animali potrebbero eventualmente portare ad un vaccino efficace.

[Fonte: Sciencedaily]

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