Aviaria in Cina: studio rivela come si trasmette

di Cinzia Iannaccio 1

Torniamo a parlare del virus dell’influenza aviaria H7n9 che da 6 mesi sta colpendo la Cina: 132 casi segnalati e 43 vittime finora. Uno studio scientifico pubblicato su Science giovedì scorso sembra confermare quello che ormai appare evidente: il contagio tra mammiferi c’è ed è alta la possibilità di una pericolosa epidemia tra essere umani.

In particolare i virologi della Chinese Academy of Agricultural Sciences di Harbin,  hanno sequenziato il genoma di 37 ceppi diversi del virus H7N9 scovati in vari tipi di uccelli in cui è facile trovarli. Questi ceppi sono poi stati confrontati con quelli individuati su alcuni umani. Ebbene sono stati identificati dei recettori che “potrebbero” aver determinato il contagio tra le due specie. 

In più gli stessi ceppi aviari sono stati testati su altri animali: polli, anatre e topi. In questi, il virus si è abbondantemente replicato, ma non ha dato vita a sintomi e malattia. I virus h7n9 riscontrati nell’essere umano hanno invece provocato nei topi un dimagrimento equivalente al 30% del loro peso mentre uno solo si è rivelato altamente contagioso per i furetti, un modello animale particolarmente simile a quello umano per ciò che riguarda questo aspetto, ovvero la risposta ai virus influenzali. La modalità di trasmissione aerea, tramite goccioline di saliva. Questo significa per gli scienziati, che il ceppo di aviaria che si è sviluppato negli esseri umani può essere molto contagioso e pericoloso.

Già nel Marzo di quest’anno era stata confermata la presenza del virus A H7N9 in due persone decedute provenienti dalla provincia di Shanghai. Il contagio da uccelli a uomo era stato rivelato dai mass media, mentre le autorità sanitarie locali hanno continuato a sottolineare la mancanza di una “prova scientifica” al riguardo oltre che poi e soprattutto di trasmissione da uomo a uomo. Di lì i nuovi casi ed alcune misure precauzionali con la chiusura di mercati di pollame che effettivamente hanno abbattuto il numero dei contagi.

Il nuovo studio va però a rafforzare il sospetto di una trasmissione interumana, come anche evidenziato nei mesi scorsi dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e altre ricerche scientifiche che suggerivano una particolare allerta. Il numero di casi di infezione umana H7N9 è sceso vertiginosamente nell’ultimo periodo, quindi niente panico, ma non bisogna abbassare la guardia, perché questa forma virale sembra essere prepotentemente contagiosa.

Per approfondire l’argomento potete leggere:

La sintesi di questa nuova ricerca, potete leggerla sul sito Science.

Foto: SXC

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