Coronavirus, mutazioni genetiche rendono inefficace vaccino?

di Valentina Cervelli 0

La variante inglese del covid-19, diffusasi in Gran Bretagna e in Europa, avrebbe presentato già delle mutazioni genetiche in grado di allertare Gli scienziati: un cambiamento molto simile a quello avvenuto al virus brasiliano e sudafricano che portano a chiedersi se il vaccino sarà inefficace.

Vaccino attuale ancora efficace per varianti differenti

Come reso noto la BBC, questa specifica mutazione dal nome E484K, preoccupa perché sarebbe grado di dare modo al virus di superare la risposta anticorpale del corpo anche nelle persone che sono già guarite dalla malattia o vaccinate e quindi con un sistema immunitario preparato, in teoria, ad affrontare l’attacco del virus. Fortunatamente questa mutazione è presente in rarissimi casi: è stata riscontrata solo in undici campioni su 214.159 analizzati finora.

Gli scienziati del sistema sanitario pubblico nazionale inglese sostengono che i vaccini attualmente in uso dovrebbero essere in grado anche di lavorare contro questo tipo di modifiche sul lungo periodo: ciononostante I ricercatori sono al lavoro per poter anticipare le mosse del virus e quindi mettere a punto delle soluzioni che possano essere valide anche contro queste mutazioni. Secondo esperti come il virologo Fabrizio Pregliasco dell’Università Statale di Milano e Direttore Sanitario dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano è necessario sequenziare più genomi possibili al fine di aumentare la conoscenza che si ha del virus per essere poi in grado di affrontarlo a 360 gradi: come ricorda il luminare ci sono state finora almeno dodicimila mutazioni, quasi sempre in parti del genoma virale ininfluenti ai fini della ricerca.

Plasma dei guariti inutile con questa mutazione

La mutazione E484k del covid-19 è già da tempo tenuta sotto osservazione dagli scienziati di tutto il mondo dato che si è scoperto che le varianti virali con questa mutazione non vengono neutralizzate utilizzando il plasma dei guariti come accade con altre varianti. Non è però solo questa mutazione del covid-19 a preoccupare: negli Stati Uniti vi è grande preoccupazione per l’arrivo della variante inglese del coronavirus che, nel caso dovesse colpire, con la sua maggiore contagiosità, rischierebbe di fare molte più vittime di quelle già occorse oltreoceano.

L’allarme è stato lanciato dall’epidemiologo Michael Osterholm, già consulente del neo presidente Joe Biden per la pandemia durante la transizione e direttore del centro di ricerca sulle malattie infettive dell’Università del Minnesota, che ha commentato:

L’aumento di casi che si avrà con questa nuova variante proveniente dall’Inghilterra si verificherà nelle prossime sei-14 settimane. [Il rischio è quello che] avremo una situazione come non l’abbiamo ancora mai vista.

Non bisogna dimenticare che nel corso della presidenza di Donald Trump quasi nulla è stato fatto per poter contrastare l’espandersi del coronavirus sul territorio statunitense: tocca ora alla nuova squadra di governo recuperare un anno in cui non sono state prese né precauzioni né decisioni efficaci a livello federale.

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