Influenza 2012-2013: il virus isolato a Parma

di Valentina Cervelli 0

Influenza 2012-2013: il primo virus influenzale è stato identificato e isolato dalla dottoressa Maria Cristina Medici e dal suo team di virologi nel laboratorio di Virologia Molecolare dell’Università di Parma. Maggiori specifiche sono in arrivo, ma si sa che il virus è appartenente al ceppo B ed è stato catturato dai liquidi biologici di una persona che aveva manifestato problemi respiratori.

L’università di Parma ha diffuso una nota per raccontare l’avvenuto riconoscimento, sottolineando come questo isolamento così precoce sia da considerare “rilevante” anche dal punto di vista epidemiologico: questo perché in grado di dimostrare che i virus influenzali non circolano solo nella stagione invernale e che quindi vi sia bisogno di tenere sotto controllo costante la situazione e mettere in atto sia metodi diagnostici specifici sia controlli mirati a rilevare il virus dell’influenza in modo precoce e preciso al fine di combatterne la diffusione. I ricercatori spiegano perché questo sia necessario:

Il virus influenza B, così come il virus influenza di specie A, causa infezione e malattia nell’uomo con circolazione ed episodi epidemici ricorrenti e generalmente collocati nella stagione invernale nei Paesi a clima temperato.

La capacitò dei virus influenzali di presentarsi in natura variegata in modo ciclico e la loro possibilità, grazie ad un genoma di tipo segmentato, sottolineano gli scienziati, di modificarsi geneticamente, impongono di mantenere “un elevato grado di attenzione” da parte del personale specializzato, che deve tramutarsi in una ricerca approfondita dei mezzi di individuazione e di combattimento nei confronti delle infezioni. Questo interesse, aggiungono, è “motivato anche dalla possibile emergenza di ceppi virali con nuove caratteristiche antigeniche, in grado di sostenere episodi epidemici di più vaste dimensioni e anche vere e proprie pandemie.

Prevenire, ancora una volta, è meglio che curare. Il virus nello specifico, è stato rilevato grazie all’ausilio di tecnologie molecolari in grado di scovare il virus in un lavaggio bronco-alveolare eseguito su un soggetto affetto infezione dell’apparato respiratorio.

Università di Parma

Photo Credit |Thinkstock

 

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