Influenza aviaria H10N8 come la Spagnola?

di Valentina Cervelli Commenta

L’influenza aviaria H10N8 isolata in Cina come la Spagnola che nel 20esimo secolo ha mietuto milioni di vittime in tutto il mondo? E’ la paura degli esperti, che sospettano in base ai dati già raccolti che questo virus possa essere in grado di scatenare una pandemia.

Per ora si parla di una semplice potenzialità visto che i casi umani riscontrati sono stati solo 3 ed isolati l’uno dall’altro. In tutte e tre le occorrenze vi è stato il salto del virus dell’influenza aviaria da uccello a umano: nessun contagio è avvenuto in modo differente ma questo non significa, spiegano gli scienziati dei Centri Cinesi per il Controllo delle Malattie sito a Pechino, che a causa della sua composizione questo virus non possa acquisire la capacità di passare da uomo a uomo. Due dei tre contagiati son deceduti a causa di febbri altissime e polmoniti instauratesi nel corso del ricovero in ospedale. L’H10N8 appare essere molto pericoloso perché frutto della ricombinazione genetica di altri virus influenzali.

Le paure di una possibile pandemia sono state accresciute anche da uno studio inglese pubblicato sulla rivista di settore Nature. L’Istituto londinese Ridgeway ha infatti scoperto che tra il virus dell’influenza aviaria H10N8 vi sono delle analogie con il virus della spagnola a livello di struttura molecolare. E l’unica cosa che avrebbe fermato la diffusione tra gli esseri umani è la predilezione del virus per i ricettori proteici degli uccelli, fattore che potrebbe cambiare se il virus improvvisamente decidesse di modificare ancora una volta il suo DNA.

Gli scienziati suppongono che questa lentezza nell’attaccare l’uomo persista a causa della presenza di proteine con recettori aviari riscontrati nelle vie aeree delle persone che provvedono, con molta probabilità, a “ripulire” i virus prima che gli stessi colpiscano le cellule. Ricapitolando: al momento non vi deve essere paura di una possibile infezione, ma i ricercatori terranno bene gli occhi aperti al fine di riuscire a bloccare il virus in modo efficace prima della sua “esplosione”.

Fonte | Nature

Photo Credit | Thinkstock

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>