Raggi UV e Covid-19: la tecnologia che annienta ogni virus

di Gianni Puglisi Commenta

La pandemia è ancora in fase acuta ed il Covid-19 continua ad essere il nemico invisibile di tutto il mondo.

Mai così come al tempo del coronavirus ognuno di noi ha prestato tanta attenzione a gesti, buone pratiche di igiene personale ed accortezze che hanno, di fatto, rimodellato lo stile e le abitudini di vita quotidiana.

Soluzioni igienizzanti, guanti, alcool e quintali di fazzoletti monouso sono ormai quasi introvabili ed i prezzi lievitano alle stelle.

Ma non tutti sanno che, con ogni probabilità, c’è una tecnologia capace di eliminare il 99,9% di germi, batteri e virus dalle diverse superfici, il contatto con le quali potrebbe implicare un elevato rischio di contagio.

Si tratta dei raggi UV, così potenti da garantire – e farlo in maniera impeccabile – una vera e propria di “sterilizzazione” di diversi oggetti.

Questa tecnologia è disponibile comunemente sotto forma di lampade oppure di comode scatole facilmente trasportabili e promette, in pochissimo tempo, risultati eccezionali per eliminare la totalità di germi, batteri e virus.

È chiaro che le buone abitudini relative alla disinfezione degli oggetti maggiormente in uso e delle superfici – come ad esempio i nostri smartphone, i ciucci dei bambini, scrivanie e pulsanti vari – debbano rimanere tali in ogni momento, anche quelli più rosei, al di là di qualsiasi allarme legato al Coronavirus.

Così come lavarsi le mani più spesso possibile e mantenersi puliti è buona norma, da rispettare anche quando la pandemia sarà solo un vecchio, lontano e brutto ricordo.

Accanto a queste “nuove e buone abitudini”, i raggi UV sono una soluzione ottimale ed a conferma di ciò vi è il fatto che queste tecnologie sono ampiamente utilizzate anche in ambito medico, nei centri estetici ed in tutti quei settori dove le operazioni di sterilizzazione sono necessarie ed all’ordine del giorno.

Dispositivi a raggi UV Salmue per disinfettare lo smartphone: come funziona e dove acquistarlo

Eppure quanti disinfettano ogni giorno il proprio smartphone? Certamente pochi. Il telefono è uno degli oggetti che utilizziamo maggiormente e, pertanto, potrebbe facilmente diventare culla di germi, batteri e virus. Eppure basterebbero 6 minuti ed i raggi UV.

Sono diverse le aziende che, in tempi non sospetti, sono scese in campo per realizzare dei prototipi e dei macchinari a raggi UV proprio al fine di garantire sterilizzazioni quotidiane di oggetti e superfici.

La buona notizia è che queste sono soluzioni adottabili anche per uno scacco matto al Coronavirus e per avere la certezza di igienizzare e sterilizzare gli oggetti che utilizziamo maggiormente, a partire dal proprio smartphone. I dispositivi che hanno il compito – mediante la luce UV – di uccidere germi, batteri e virus, naturalmente non sono per nulla dannosi per l’uomo ed, anzi al contrario, sono altamente professionali e sicuri ed a prova di telefono!

In particolare, lo smartphone dovrà essere inserito nella scatola a raggi UV Salmue e, dopo averla avviata, una luce rossa ad intermittenza indicherà che si sta procedendo alla sterilizzazione dell’oggetto. Dopo esattamente sei minuti la procedura sarà completata e la luce rossa rimarrà permanente: lo smartphone (o qualsiasi altro oggetto di uso quotidiano) sarà completamente disinfettato.

I raggi UV, infatti, sono così efficaci perché rimuovono anche i virus agendo direttamente sul loro DNA che viene praticamente compromesso e danneggiato, causandone l’eliminazione in sicurezza ed al 99.9%.

In più, questo sterilizzatore a raggi UV targato Salmue è realizzato nel pieno rispetto dell’ambiente, tanto è vero che non è inquinante.

Il dispositivo è acquistabile direttamente online ed è ideale per la sterilizzazione di piccoli oggetti.

Insomma, basteranno un click e solo sei minuti per stendere al tappeto il Covid-19: Salmue mette alla porta il virus!

(Clicca qui per scoprire i dettagli)

 

 

 

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