6 falsi miti sull’Alzheimer

di Valentina Cervelli Commenta

Sfatiamo 6 falsi miti sull’Alzheimer:  spesso e volentieri informazioni e realtà dei fatti vengono distorte dando una idea sbagliata di quella che è la malattia ed i suoi pericoli.

1. E’ ereditario

L’Alzheimer è una malattia che può avere una certa ereditarietà, è vero. Ma si tratta semplicemente di predisposizione genetica, quindi un fattore di rischio in più rispetto alla media. Dobbiamo ricordare che solo il 5% dei casi di Alzheimer ha cause di tipo genetico.

2. E’ una malattia degli anziani

Questo è uno dei falsi miti più diffusi e non corrisponde a verità. Certo, con l’avanzare degli anni cresce il rischio di sviluppare questa demenza ma non sono rari casi di persone che hanno sviluppato questa patologia tra i 40 anni ed i 50 anni.

3. Esiste una cura

Purtroppo questo è il falso mito che in qualche modo fa più male. Una cura non esiste ancora ma grazie agli studi sul tema ed alla messa a punto di farmaci specifici si può tentare di gestire i sintomi e migliorare la qualità della vita del paziente tenendo sotto controllo la perdita di memoria ed il deficit cognitivo almeno per un poco.

4. Meno memoria significa Alzheimer

Avere dei piccoli problemi di memoria non significa essere affetti da Alzheimer. Ma è bene, in caso si noti di avere tale deficit, di rivolgersi al neurologo per una visita e comprendere se vi sia una patologia alla base.

5. L’Alzheimer si può prevenire

No, ma si può favorire un buono stato di salute in modo da non incorrere in fattori di rischio facilmente evitabili. Attività fisica ed una dieta sana ricca di omega 3 e nutrienti che fanno bene al cervello può aiutare a mantene sano il nostro organo il più possibile prevenendo i fattori di rischio.

6. Il vaccino per l’influenza può provocare la malattia

Questo tra tutti falsi miti è la bufala più pericolosa perché in grado di mettere a rischio la salute delle persone, soprattutto di quelle più anziane che per paura non si sottopongono alla vaccinazione antinfluenzale.

Photo Credits | lculig / Shutterstock.com

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