Rimedi omeopatici, guida all’uso

di Tippi 2

L’omeopatia (dal greco òmoios, simile e pàthos, sofferenza) è un metodo terapeutico alternativo alla base del quale vi è il cosiddetto principio di similitudine del farmaco (cura il simile con il simile). In sostanza, per favorire la guarigione, si somministra a dosi fortemente diluite, sostanze ricavate da piante, minerali e estratti animali, che in una persona sana e a dosi normali producono gli stessi effetti della malattia.

Principi dell’omeopatia

In questo modo, infatti, si vuole stimolare il sistema immunitario a difendersi contro l’attacco della malattia o del disturbo in corso. L’omeopatia, infatti, si basa sul principio che l’organismo già possiede in sé tutte le risorse per poter guarire e non bisogna far altro che sollecitare questa risposta naturale, ecco perché è necessario somministrare le stesse sostanze responsabili dei disturbi. Più la sostanza è diluita, più è in grado di agire in profondità. In questo modo, inoltre, vengono ridotti anche gli effetti tossici.

La diluizione, è un concetto fondamentale. Gli omeopati, infatti, credono nella cosiddetta memoria dell’acqua, secondo la quale le molecole, anche opo numerose trasformazioni e a grande distanza dal luogo di origine, le molecole conserverebbero per un determinato periodo di tempo una geometria molecolare derivata dagli elementi chimici con cui sono venute a contatto. La soluzione diluita, secondo questi autori, conserverebbe l’informazione del principio attivo e gli stessi effetti terapeutici di una dose maggiore. Dopo la diluizione, il flacone con il rimedio omeopatico viene agitato per innescare nuovi legami tra le molecole d’acqua della soluzione e la sostanza originale del rimedio.

Caratteristiche dei rimedi omeopatici

I rimedi omeopatici favoriscono le naturali capacità di guarigione dell’organismo senza effetti collaterali. La probabilità di trovare anche 1 sola molecola della sostanza iniziale è praticamente nulla, non ci sono problemi in caso di ingestione accidentale o sovradosaggio, fegato e reni non vengono sovraccaricati di tossine chimiche. Per questi motivi, infatti, è possibile somministrare i rimedi omeopatici anche ai bambini e in linea di massima non vi è alcuna interazione con altri trattamenti.

Come si legge l’etichetta dei rimedi omeopatici

Sulla confezione, dopo il nome della sostanza medicinale, compaiono alcune sigle composte da 1 cifra e da 1 o più lettere. La cifra indica il numero di diluizioni a cui la sostanza iniziale è stata sottoposta, mentre le lettere si riferiscono al metodo utilizzato. CH sta ad indicare la diluizione centesimale secondo il metodo di Hahnemann, DH la diluizione decimale secondo il metodo di Hahnemann, K la diluizione secondo il metodo di Korsakov), LM o 50M la diluizione cinquanta millesimale. Le diluizioni più utilizzate sono: 4 o 5 CH (diluizioni basse), l 7 o 9 CH (diluizioni medie), l 15 o 30 CH (diluizioni alte).

Come si assumono i rimedi omeopatici

I rimedi omeopatici, che si possono trovare sotto forma di granuli, gocce o glubuli, vanno assunti sin dai primi sintomi della malattia. La frequenza dipende dal disturbo, in fase acuta, ad esempio, il rimedio va preso 3-4 volte al giorno. I granuli e i globuli devono essere disciolti sotto la lingua, dove si trova una ricca rete di capillari venosi. Anche i rimedi liquidi vanno trattenuti sotto la lingua almeno per 1 minuto. L’assunzione è preferibile a digiuno o lontano dai pasti e dalle sigarette.

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