Ragazze difficili? La colpa può essere del bisfenolo A

di Valentina Cervelli 2

 Quella del bisfenolo A è una storia negativa che va avanti da molto tempo. Contenuto nei biberon per bambini in passato, è stato messo al bando per i problemi che era in grado di apportare al feto, alla donne in gestazione e ai bambini piccoli. Un percorso lungo diversi anni al quale oggi possiamo aggiungere un altro tassello, quello di essere la probabile causa dei disturbi del comportamento di diverse “ragazze difficili”.

Il Bpa (questo l’acronimo con il quale tale molecola è conosciuta, n.d.r), sebbene possa apportare tale “cambiamento” in generale con chiunque venga a contatto, sembrerebbe favorire in particolare i cambiamenti comportamentali della compagine femminile, fin dai tre anni di età. Sicuramente vi starete chiedendo: se il problema sono i biberon composti in tal senso, eliminati loro dalla circolazione il problema dovrebbe scemare. Sbagliato. Perché il bisfenolo non è presente solo in questi compendi infantili, ma anche in bottiglie di plastica, in alcuni collanti, addirittura nel rivestimento interno di alcune lattine ed otturazioni dentali. Insomma, un vero e proprio bombardamento.

A lanciare nuovamente l’allarme, attraverso l’effetto sulle bambine, è una ricerca condotta dagli scienziati della Harvard School of Public Health, che ha deciso di mettere in relazione il BPA e la concentrazione nelle urine delle gestanti con bambine iperattive ed affette da problemi d’ansia e depressione. Lo studio, pubblicato sulla rivista di settore Pediatrics è stato condotto su 244 madri e la rispettiva prole fino al raggiungimento dei 3 anni di età.

Sebbene comportamenti considerabili “anomali” non fossero stati registrati su tutti i bambini, un discreto numero di piccoli, rispetto alla media, presentavano disturbi del comportamento. Come spiega il coordinatore della ricerca, il dott. Joe Braun:

L’aumento delle concentrazioni di BPA gestazionale è risultato associato a un comportamento iperattivo, più aggressivo, ansioso e depresso, nonché una mancanza di controllo emotivo e inibizione nelle ragazze.

Un altro tassello che conferma la pericolosità del bisfenolo.

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Fonte: Pediatrics

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