I disturbi della personalità

di liulai 4

Con personalità si intende l’insieme delle caratteristi­che e dei modi con cui la persona interagisce con gli altri, affronta le cose, pensa e vede il mondo e ciò che accade attorno a se. Intrinseco in ogni per­sona è il fatto di avere dei tratti di personalità che al­tro non sono che modi co­stanti di percepire, rap­portarsi e pensare nei confronti dell’ambiente, degli altri e di se stessi. Per tale motivo è possibi­le vedere come i tratti di personalità si manifesti­no in un ampio spettro di contesti sociali e perso­nali. Solo quando questi tratti diventano rigidi e non adattativi e causano una compromissione funzionale significativa o una sofferenza soggetti­va, si costituiscono nei così detti Disturbi di Personalità.

Tali disturbi so­no così chiamati perché la sintomatologia, a diffe­renza di quanto accade per altri disturbi, non è limitata a singoli e spora­dici episodi di malattia, ma è un modo abituale di “agire” e di “essere” nel mondo, che causa un al­terazione del funziona­mento sociale e/o lavora­tivo. La persona con di­sturbi di personalità, pre­senta alcuni tratti in mo­do particolarmente ac­centuato e rigido anche quando le situazioni o le circostanze richiedereb­bero atteggiamenti diver­si o più opportuni. Ciò che manca quindi a tali soggetti è proprio la flessibilità comportamenta­le.

Il disturbo di persona­lità quindi compromette ogni area specifica come quel­la cognitiva, affettiva, interpersonale e del con­trollo degli impulsi. L’esordio di tali proble­matiche risale all’ adole­scenza o alla prima età adulta e non si collega as­solutamente ad effetti fi­siologici diretti come l’uso di sostanze stupefa­centi o ad una condizio­ne medica generale co­me ad esempio un trau­ma cranico.

 Il termine di­sturbo di personalità è comparso per la prima volta con il DSM IV (manuale diagnostico e stati­stico dei disturbi mentali) nel quale sono stati clas­sificati, secondo la più dif­fusa classificazione psi­copatologica, in tre categorie: disturbi caratteriz­zati dal comportamento bizzarro; disturbo  di per­sonalità paranoica: chi ne soffre ten­de ad interpretare il com­portamento degli altri co­me malevolo, compor­tandosi così sempre in modo sospettoso. Chi soffre di questo disturbo pensa che gli altri trami­no alle sue spalle per in­gannarlo.

Disturbo schizoide di per­sonalità: chi ne soffre non è interessato al con­tatto con gli altri, prefe­rendo uno stile di vita ri­servato e distaccato da­gli altri. Disturbo schizotipico di personalità: solitamente è presentato da persone eccentriche nel comportamento, che hanno scar­so contatto con la realtà e tendono a dare un’ assoluta rilevanza e certezza ad alcune intuizioni magi­che.

Disturbo borderline di personalità: solitamente chi ne soffre presenta una marcata impulsività ed una forte instabilità sia nelle relazioni interperso­nali sia nell’idea che ha di se stesso, oscillando tra posizioni estreme in mol­ti campi della propria vita e cambiando spesso opi­nione ed obiettivi.

Disturbo istrionico di per­sonalità: chi ne soffre ten­de a ricercare l’ attenzio­ne degli altri, ad essere sempre seduttivo e a ma­nifestare in modo marca­to e teatrale le proprie emozioni. Spesso cerca di attrarre tramite l’aspet­to fisico.

Disturbo narcisistico di personalità: chi ne soffre tende a sentirsi il migliore di tutti, a ricercare l’ammi­razione degli altri e a pen­sare che tutto gli sia dovu­to, data l’importanza che si attribuisce.

Disturbo antisociale di personalità: chi ne soffre è una persona che non ri­spetta in alcun modo le leggi, tende a violare i di­ritti degli altri, non prova senso di colpa per i crimi­ni commessi.

Disturbo evitante di per­sonalità: chi soffre di que­sto disturbo si sente timi­do, inadeguato. E’ iper­sensibile alle critiche e per questo evita di avere rapporti sociali.

Disturbo dipendente di personalità: chi ne soffre presenta un marcato bi­sogno di essere accudito e seguito da parte degli altri, delegando quindi tutte le proprie decisioni. Disturbo ossessivo – com­pulsino di personalità: chi ne soffre presenta una marcata tendenza al perfezionismo ed alla pre­cisione, una forte preoc­cupazione per l’ordine e per il controllo di ciò che accade. Le modalità con cui si può fare diagnosi di di­sturbo della personalità è la valutazione psicodia­gnostica ossia quell’ in­sieme di test, detta an­che batteria, che delinea la “struttura psicologica” dell’individuo e la sua mo­dalità di funzionamento. I test sono strumenti validati e standardizzati, po­tendosi ritenere per tali motivi misurazioni ob­biettivo utili al conoscersi meglio.

È importante dire che tali procedure possono e de­vono essere svolte uni­camente da psicologi con preparazione idonea (formazione post univer­sitaria biennale in psico­diagnosi).

Commenti (4)

  1. Ho una figlia di 18 anni la quale si comporta diversamente dalla sorella, e per tanti fatti spiacevoli che sono successi e che ci hanno coinvolto noi come famiglia siamo arrivati a pensare che abbia un disturbo borderline della personalita’. Volevo chiedervi, se questo disturbo era gia’ in lei nel suo DNA oppure se e’ una cosa che e’ nata con l’adolescenza e non ce ne siamo accorti. Lei non vuole avere niente a che fare col papa’ (persona stupenda), con me che sono la mamma,..diciamo che mi sta usando come cameriera e con la sorella appena un misero “ciao”. Non vuole ammettere che ha un problema e non vuole farsi aiutare da uno psicologo. Noi come famiglia siamo stanchi e chiediamo cosa e come dobbiamo comportarci. Grazie

    1. E’ difficile, spero che uno psicoterapeuta possa consigliarti meglio di me. Ma ti dico che anche io (un bel po di tempo fa) tra i 15 ed i 18 anni avevo questi atteggiamenti che alcuni dicevano adolescenziali, altri insistevano affinché affrontassi un incontro con uno psicologo. E quando mia madre me lo propose la cosa mi fece tanto male e la reazione fu di ulteriore chiusura. Ho 45 anni e lo ricordo come ieri. Poi un evento drammatico ha cancellato la mia adlescenza con un colpo di spugna e la famiglia è tornata ad amarsi, a stringersi e ad avere fiducia reciproca. Oggi so che uno psicologo serve anche per sfogarsi, per tirare fuori le sofferenze, come si farebbe con un’amica del cuore, con la differenza che un professionista ti porta per mano. Ma allora non lo sapevo e mi sentivo considerata una psicopatica e questo non mi piaceva. Dietro a tutto, soprattutto se ci sono sbalzi umorali, potrebbe anche esserci un’alterazione ormonale. Insomma dai dati che ci dai è difficile dre altro o ipotizzare un disturbo borderline. Consiglio? Non è facile, sono mamma anch’io…stargli vicino è banale, ma alla lunga funziona. Con me hanno fatto con me .
      In bocca al lupo.

  2. @ Cinzia Iannaccio:
    Ti ringrazio molto Cinzia ed apprezzo la tua risposta sincera e trasparente, spero solo che gli sforzi che facciamo continuamente per supportare e sopportare questa situazione alla fine diano dei risultati.
    Sono sicura che mia figlia ha bisogno di uno psicologo che la prenda per mano ma hai ragione te, una volta ho provato a proporne uno e si e’ molto arrabbiata, spero di non aver fatto peggio.
    Ha tanti sbalzi d’umore e non combaciano con il mio carattere allegro e solare, penso anche che nonostante i suoi 18 anni sia una ragazza molto infelice anche se economicamente in casa si sta bene e le possiamo dare quello che chiede, ma lei non vuole il nostro benessere e lo rifiuta trovandosi lavori fuori casa. Studia e a scuola non va male ma mi sono scontrata perche’ mi ha fatto conoscere il suo ragazzo e scopro che sono assieme da 1 anno. Doppia delusione perche’ me lo aveva sempre tenuto nascosto, tante bugie per coprire il fatto che non sarei stata daccordo sulla scelta.
    Infatti la sua scelta non mi ha reso felice, glielo detto ma lei chiude le orecchie eppure e’ tutto cosi’ evidente che se sta con lui non le accadra’ niente di buono. Pazienza cerchero’ di starle accanto e di restare calma anche quando vedo con l’esperienza dei miei 46 anni che le sue scelte non la porteranno da nessuna parte. Un grazie ancora
    Betty

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>