Le favole della buonanotte: un’ottima abitudine da non perdere

di Salvina 1

Gesti di grande tenerezza, forse per molti ormai d’altri tempi, come la cara vecchia favola della buonanotte vanno senza dubbio mantenuti, o recuperati, perchè ci regalano momenti indimenticabili da condividere con i nostri figli. Tuttavia l’abitudine di raccontare una storia ai propri piccoli prima di metterli a letto è pò caduta in disuso complice la diffusione sempre più capillare di tv e videogiochi. A rilanciare la popolarità di questa consuetudine ha contribuito in questi giorni uno studio condotto dal professor Barry Zuckerman, del Dipartimento di Pediatria della Boston University School of Medicine che già qualche anno fa aveva dichiarato che avvicinare i bambini alla lettura è importante e dovrebbe far parte della pratica pediatrica quanto le vaccinazioni.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Archives of Disease in Childhood, si è basato su una campagna educativa rivolta a un gruppo di famiglie in condizioni economiche svantaggiate. Queste hanno ricevuto in omaggio libri per l’infanzia con la richiesta che venissero letti ad alta voce ai bambini. L’equipe del dottor Zuckerman ha potuto così osservare che l’abitudine di leggere una fiaba ad alta voce ai piccoli sin dalla più tenera infanzia ne favorisce lo sviluppo psicofisico con grandi benefici sulle capacità mnemoniche e linguistiche.


Benefici che si rifletteranno sul rendimento scolastico dei piccoli a patto che, sottolineano i ricercatori, l’incontro con la lettura avvenga in età precocissima e soprattutto se mamma e papà coinvolgono il più possibile il bimbo leggendo ad alta voce, commentando insieme a lui le figure colorate, spiegando il significato delle parole che il bambino non conosce ed anche lasciando voltare pagina ai più grandicelli. I bambini che hanno il pregio di poter fare questa meravigliosa esperienza affettiva ed emotiva, oltre a ricevere una moltitudine di stimoli che ne favoriscono lo sviluppo intellettivo, imparano ad amare la lettura sin da piccoli. Amore che porteranno con sè già all’ingresso nella scuola e, naturalmente, nella vita.

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