Vaccinazioni infantili contro la meningite: perchè non sono previste?

di Paola 4

Ne abbiamo sentito parlare spesso negli ultimi mesi, ha provocato non poche morti e, malgrado gli esperti affermino che l’allarmismo sia ingiustificato, il terrore della diffusione delle meningite dilaga ancora.

Proviamo a scoprirne di più su questa malattia fulminante: la meningite è un’infiammazione delle membrane del cervello e del midollo spinale, causata da agenti patogeni come i batteri, i funghi, i virus e i parassiti. Tre sono gli agenti patogeni, responsabili dell’80% dei casi di meningite di origine batterica:

  • l’Haemophilus influenzae di tipo b
  • lo Streptococcus pneumoniae
  • la Neisseria meningitidis, detta anche meningococco


Il batterio più comune che ne causa l’insorgenza è il meningococco, da cui deriva il termine meningite meningococcica.
L’intervento tempestivo con una cura antibiotica è determinante per evitare una morte rapida e per una guarigione completa. Nei bambini è difficile diagnosticarla tempestivamente, e anche negli adulti i sintomi inconfondibili si manifestano quando ormai la malattia è in un stadio avanzato, impedendo ai medici di intervenire per evitare le complicazioni dovute al decorso della patologia.
La meningite da influenzae colpisce soprattutto nella prima infanzia, mentre gli anziani sono più esposti al batterio pneumococco.

Ogni anno si verificano in Italia 900 casi di meningite batterica, di cui circa un terzo è causato dal meningococco. Il focolaio epidemico scoppiato di recente nel Veneto è stato provocato dal batterio Meningococco di gruppo C, nella sua forma fulminante che ha una mortalità significativa, calcolata tra l’1 e il 5% dei casi.
In un comunicato stampa del Ministero della Salute, che risale al 19 dicembre 2007, si trovano importanti e soprattutto ufficiali informazioni sul problema del contagio:

Il Meningococco è in ogni caso un frequente abitante della nostra gola: in oltre il 10% degli individui è presente senza dare alcun problema; meno dell’1% degli infetti ha invece un rischio concreto di sviluppare la malattia e, tra questi, solo una quota tra l’1 e il 5% rischia la morte. La maggioranza delle persone, non è quindi sensibile alla meningite e solo in casi rari questo batterio diventa aggressivo e può provocare la malattia.
Il contagio avviene da persona a persona con contatti stretti, in ambienti affollati mentre il batterio non riesce a sopravvivere nell’ambiente, né in alimenti, bevande o su oggetti: per questo non sono efficaci disinfezioni ambientali e non v’è un rischio epidemico che oltrepassi il circuito dei contatti stretti dei casi. Anche in questi ultimi eventi il contagio è prevenibile con l’apposita profilassi antibiotica.
Episodi epidemici sono assolutamente infrequenti, mentre la maggioranza dei casi del nostro Paese si presenta come casi sporadici.

Insomma sembrerebbe che non ci sia niente di cui preoccuparsi, ma oggi si torna a parlare di meningite proprio per le preoccupazioni dei pediatri italiani. Sembrerebbe infatti che i vaccini contro meningite e pneumococco non figurino nell’ultimo decreto ministeriale in materia. In poche parole, nei livelli essenziali di assistenza previsti dalla Lea non sono compresi per carenza di fondi. Il presidente dei pediatri, a tal proposito, ha dichiarato:

Ci auguriamo che il nuovo esecutivo prendera’ in carico questo problema tenendo conto delle innumerevoli evidenze scientifiche che consigliano di investire nella prevenzione.

E ce lo auguriamo anche noi, dal momento che la prevenzione attraverso le vaccinazioni infantili, si è rivelata utile per debellare e scongiurare i pericoli di molte malattie fatali.

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