Respirare male? Colpa di un infanzia difficile

di Valentina Cervelli 2

Soffrire di patologie respiratorie in età adulta  potrebbe dipendere dall’aver vissuto alcuni problemi da bambino. In particolare parliamo di distacco precoce dei genitori: in questo caso infatti, secondo i ricercatori dell’Università  San Raffaele di Milano e del Consiglio nazionale delle ricerche, partirebbe una sorta di “ipereazione” della risposta genetica che regola la nostra fisiologia.

In particolare cambierebbe il parametro relativo alla sensibilità agli stimoli soffocatori.

La sperimentazione ha dimostrato che sia nell’essere umano che nei topi questa risposta diventa più marcata, portandoli ad iperventilazione anche in presenza d’aria lievemente arricchita da anidride carbonica.

Questo tratto fisiologico è  importante non solo per ciò che riguarda la regolazione del respiro ma anche per la nostra salute mentale, dato che rappresenta uno dei parametri che negli attacchi di panico risultano più alterati. Se ci fate caso infatti, la maggior parte degli attacchi di panico è contraddistinta da una sensazione di soffocamento. Una reazione analoga si scatena anche nei disturbi d’ansia da separazione dell’infanzia.

Le prove raccolte dagli scienziati dimostrano come il meccanismo alla base di questa particolare iperventilazione scturisca da un’interazione che scatta tra lo stesso patrimonio genetico di ogni uomo e l’esperienza ambientale negativa. Si tratta di un rapporto direttamente proporzionale. Soprattutto se l’esposizione alla esperienza avversa avviene nella età infantile, questa alterazione respiratoria resta stabile quasi sicuramente almeno nella prima parte dell’età adulta.

Questo studio, pubblicato parallelamente sull’ American Journal of Medical Genetics per ciò che riguarda la sperimentazione umana sulle coppie di gemelli e su PlosONe per ciò che riguarda gli animali, è stata condotta anche in collaborazione  con l’Istituto di Biologia Cellulare e Neurobiologia del CNR di Roma.

Facendo il punto sulla sperimentazione umana, i ricercatori hanno intervistato centinaia di coppie di gemelli sui problemi da loro passati in età pediatrica, mentre per ciò che riguarda i topi gli scienziati li hanno separati dalla loro madre naturale dopo ventiquattr’ore dalla nascita, dandoli  in adozione a madri differenti per i successivi quattro giorni. Sebbene le madri non abbiano avuto reazioni avverse all’”adozione”, nei cuccioli è stata riscontrata una risposta iperventilatoria pari al 150%.

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Fonte: Corriere della Sera

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