Lupus eritematoso e gravidanza, i rischi

di Cinzia Iannaccio Commenta

Il Lupus Eritematoso Sistemico (SLE) è una malattia infiammatoria cronica che può riguardare diversi organi del corpo. Colpisce essenzialmente le donne anche in età fertile e dunque un particolare punto di vista è quello che riguarda il Lupus Eritematoso Sistemico e la gravidanza.

Lupus e fertilità

Questa patologia non ha conseguenze sulla fertilità ma può comportare delle complicanze anche serie. In cerca di un figlio, se si è affette da LES occorre segnalarlo al proprio medico ginecologo per le accortezze del caso. Il rischio è decisamente più basso sia per la madre che per il bambino quando il lupus eritematoso sistemico è sotto da almeno sei mesi prima del concepimento e con malattia renale in remissione.

Lupus e gravidanza, rischi e complicazioni

Nonostante il controllo della malattia, durante la gravidanza un certo numero di donne può sperimentare una riacutizzazione dei sintomi. Tra le complicanze più comuni troviamo:

  • Pressione alta
  • Preeclampsia
  • Parto pretermine
  • Parto cesareo d’urgenza
  • Eccessivo sanguinamento dopo il parto
  • Trombosi alle gambe o embolie polmonari (coaguli di sangue)
  • Maggior incidenza di aborto spontaneo, specie con coesistente sindrome antifosfolipidi.

 

I bambini nati da donne con lupus eritematoso sistemico hanno un rischio maggiore di essere nati prematuramente e avere un basso peso alla nascita.

 

Le donne che hanno subito danneggiamento di organi prima della gravidanza come è facile immaginare possono avere un rischio maggiore di complicanze durante i 9 mesi, perché la gestazione comporta un carico maggiore di lavoro. Il rischio di aborto è altissimo (fino al 75%) nelle donne con nefrite da lupus attiva al momento della gravidanza ed un rischio maggiore di peggioramento della funzione renale.

 

Lupus neonatale

E’ una malattia autoimmune ed è dovuta al passaggio degli anticorpi da madre a figlio. Si verifica nel 10% dei casi. Sintomi di lupus neonatale comprendono un rash rosso in rilievo sul cuoio capelluto e intorno agli occhi, cosa che si risolve da sola nell’arco di qualche mese. In rari casi però tale condizione può provocare un arresto cardiaco provocato da un’errata conduzione elettrica. E’ dunque importante già dalla gravidanza monitorare il battito cardiaco fetale.

 

 

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Photo Credits | ibreakstock / Shutterstock.com

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