Oms: prestare attenzione anche alla salute di chi assiste gli anziani

di Valentina Cervelli 1

Le prospettive di vita si allungano, ma con esse anche i rischi per la salute corredati all’invecchiamento della popolazione. E’ questo il messaggio che l’Organizzazione mondiale della Sanità ha deciso di condividere nel corso della Giornata Mondiale della Salute celebrata ieri. Puntando l’attenzione anche su un altro problema: quello della salute dei famigliari, le persone chiamate per affetto ad assistere gli anziani colpiti da patologie più o meno gravi.

Secondo il documento presentato dall’Oms a riguardo, entro la metà di questo secolo, ci saranno almeno 400 milioni di persone ultraottantenni, contro i 14 milioni del 1950.  Attualmente la vita delle persone anziane non è facile per via delle patologie croniche che spesso le affliggono. Prima tra tutte la disabilità: che coinvolge più del 46% delle persone con oltre sessanta anni. Vi è poi la sordità, che colpisce più di 40 milioni di anziani nei paesi a basso e medio reddito. Tutti problemi che spesso vengono vissuti anche da coloro che assistono gli over 60 e che non di rado, portano gli stessi a sviluppare delle patologie a loro volta.

Basta pensare a malattie croniche come il diabete, o l’ipertensione,  che colpisce a seconda dei paesi dal 32% all’80% della popolazione anziana, e che solo nel 14% dei casi è curata adeguatamente:  va da sé che le condizioni di vita della maggior parte degli anziani abbia bisogno di qualche aggiustamento. Sia per loro che per chi li assiste.  Ciò cui punta l’Organizzazione mondiale della Sanità è una maggiore consapevolezza della condizione di anzianità, affinché coloro che sono autosufficienti o le loro famiglie si dotino delle necessarie strutture assistenziali.

Un’alimentazione corretta, del moto fisico, uno stile di vita salutare rappresentano la base di una buona salute sia per coloro che vivono la terza età sia per chi si trova a gestire le malattie croniche dei propri famigliari. La parola d’ordine è come sempre prevenzione, unita a “consapevolezza” dei propri limiti e della propria salute.

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