Rabbia, combatterla utilizzando… l’altra mano

di Valentina Cervelli Commenta

Imparare a gestire la rabbia, anche per ciò che riguarda la memoria, è tutta una questione di autocontrollo: questo è un fattore risaputo. Uno studio condotto dal prof. Thomas Denson dell’Università australiana del South Wales e pubblicato sulle riviste Neuroimage e Psychological Science, ci illustra come per riuscire in questo basta porgere… l’altra mano, ovvero concentrarsi nel compiere azioni con la mano non predominante.

Un concetto che ricorda quasi il porgere “l’altra guancia” di cristiana tradizione e che a quanto pare sarebbe efficace per evitare addirittura di ricordare delle esperienze spiacevoli corredandole di rabbia latente ed eliminando lo stress derivante dal ripensare a determinati avvenimenti con offesa e tristezza. Attraverso l’utilizzo della risonanza magnetica funzionale, il luminare è stato in grado di provare che “cedere al ricordo rabbioso” attiva in maniera sostenuta le connessioni fra giro frontale inferiore della corteccia cerebrale e amigdala e talamo: un collegamento che, se inibito, potrebbe evitare gli scatti violenti della persona.

Bloccare questo circuito è molto semplice secondo il prof. Denson e non necessita di psicoterapia: basta utilizzare per almeno due settimane sempre la mano sinistra se si è destrorsi o quella destra se si è mancini.  In questo modo il cervello è obbligato a ripensare ogni azione imponendo un “rigido autocontrollo” anche nei movimenti più semplici da effettuare quali possono essere l’apertura di una porta, il bere un caffè o per chi lavora al computer, l’utilizzo di un mouse.

Per chi non ne fosse a conoscenza, l’autocontrollo e l’aggressività sono infatti legati da uno stretto equilibrio neurofisiologico: l’una sale allo scendere dell’altro. Quando si parla di raptus violenti, a livello prettamente fisico si parla di un atto “commesso con poco o senza autocontrollo a causa del sovraccarico del circuito corteccia frontale/amigdala e talamo”.

Spiega Denson:

Non è che gli aggressivi non vogliono controllarsi, non sono semplicemente in grado di farlo. Se osserviamo il loro cervello con la risonanza mentre li insultiamo, il circuito che ho identificato si attiva molto di più che nelle persone non aggressive. Ma se a queste persone offri l’opportunità di migliorare il loro autocontrollo, il circuito s’inibisce e diventano meno aggressive. E più a lungo fanno questi esercizi meno il circuito della rabbia va in sovraccarico e più l’autocontrollo s’irrobustisce.

Per tenere a freno la rabbia, basta quindi un po’ di esercizio.

Photo Credit | Thinkstock

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Fonte: Neuorimage

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