Colesterolo, si può abbattere con sette noci al giorno

di Valentina Cervelli 6

 Le noci sono un frutto secco molto buono e da sempre gradito alla popolazione. Secondo uno studio recentemente condotto dall’università di Scranton, negli Stati Uniti, non solo solamente le papille gustative a beneficiarne, ma l’interno nostro organismo: sarebbero infatti un toccasana per contrastare in modo efficace il colesterolo cattivo e contemporaneamente, anche per questo, prevenire le malattie cardiovascolari.

Tra l’altro non ci sarebbe nemmeno bisogno di mangiarne in quantità industriali, se a preoccuparvi è il contenuto calorico di questo frutto. Ne basterebbero infatti sette, al giorno: una quantità che i più golosi troveranno molto facile ingerire ed che i più attenti alla linea non temeranno. Ciò che ha di particolarmente buono la noce, è il livello alto di polifenoli che contiene. Parliamo infatti di antiossidanti molto potenti in grado di proteggere il corpo dagli attacchi dei radicali liberi e dai danni da ossidazione.

Il bello del rapporto tra antiossidanti e frutta secca è che queste sostanze per noi benefiche sono contenute in molte tipologie di frutta secca: l’unica differenza consta nella quantità di polifenoli presenti. Ed il dott. Joe Vinson e la sua squadra hanno stilato una sorta di classifica di questi cibi contenenti polifenoli ed omega 3, stabilendo quali fossero quelli più “meritevoli”.

Analizzando diverse tipologie di frutta secca, gli scienziati hanno rilevato come le noci ovviamente fossero al primo posto in tale classifica, seguite subito dopo dai pistacchi e dalle noci del brasile. Entrambi i frutti hanno fatto registrate i risultati più alti subito dopo i gherigli dell’albero di noce. A seguire si sono “classificati”:  anacardi, nocciole, noci pecan, mandorle, arachidi, noci macadamia.

Ha sottolineato il coordinatore della ricerca:

Le noci hanno mostrato di avere il più alto e libero totale di polifenoli in entrambi i campioni [analizzati], normali o tostate.

Insomma, le noci hanno dimostrato di essere un’ottima arma contro il colesterolo.

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Fonte: La Stampa

Commenti (6)

  1. Concordo con l’affermazione che le noci siano un utile alimento. Ma c’è una sottile differenza. Sottile e fondamentale: Il Dott. Vinson (Food Funct. 2011 Dec 21) dice che le “… noci migliorano il profilo lipidico, riducono l’infiammazione senza causare aumento di peso…ecc.”. Non dice che curano il colesterolo. Curare il colesterolo è proprio un’altra cosa. Anche perché non si cura “il colesterolo”, ma la “dislipidemia” da cui si può essere sfortunatamente affetti.
    Grazie per l’ospitalità. E. Sc.

    1. Grazie della precisazione. 🙂 per noi giornalisti è sempre un modo per migliorare la nostra conoscenza e migliorare il nostro servizio scrivendo.

  2. Gentile Dr.sa Cervelli, le scrivo al di fuori del blog (nel senso che non ci tengo a che pubblichi, ma non ho altro sistema per comunicare con lei) per un chiarimento: mi scuso per il tono del mio commento precedente che è piuttosto severo, ma francamente avevo inteso che a scrivere l’articolo fosse stato un sanitario…! Altrimenti avrei “arrotondato” il modo di esprimermi.
    Il fatto è che in tema di dislipidemia, tema che io curavo per una favorevole situazione ambientale ospedaliera quando ad altri era ignoto, si fanno errori – e si tengono campagne pubblicitarie – che possono essere davvero dannosi. Il colesterolo è solo una frazione delle particelle lipidiche presenti nell’organismo e il rischio cardio-vascolare ad esso connesso è conseguenza di complessi fattori, di cui il suo livello misurato in mg dl spesso non sempre è il più determinate, con il risultato che gravissime dislipidemie vengono misconosciute e curate… secondo pubblicità! Inoltre sia la terapia che l’obiettivo terapeutico vanno stabiliti in base alla mappa completa dei fattori di rischio… e qui il discorso si allunga troppo.
    Ma la conclusione è che terapie inadeguate o l’evidenziare come grande successo un calo del 9 – 10% del colesterolo totale, essendosi mossi per linee pubblicitarie e non mediche specialistiche – anche fra i medici c’è purtroppo chi sottovaluta questi aspetti cruciali – possono indurre un falso senso di sicurezza: malauguratamente destinato a svanire alla comparsa delle complicanze, quando poi si scoprirà che il calo magari non doveva essere del 10, ma di gran lunga maggiore (peraltro da calcolare sul LDL-Col e non sul Col Totale). Per qualcuno il 10 basta, per altri… manco per niente: ma a questi altri chi glielo dice?
    Noci, attività fisica, dieta mediterranea ecc. fanno parte di uno stile di vita auspicabile che ha effetti genericamente protettivo o favorevole quanto a rischio cardiovascolare, ma là dove ci fossero specifiche alterazioni o patologie non basta anche se non se ne deve prescindere.
    Io ho un blog strettamente medico. Sto cercando, in base alla mia lunga esperienza specialistica (purtroppo anche di paziente) di rendere noti alcuni aspetti poco curati. Presto inserirò altri articoli su questo argomento, ma intanto le sarei grato se leggesse:
    http://www.diabetologando.it/schede-mediche
    http://www.diabetologando.it/archives/705
    http://www.diabetologando.it/archives/667
    http://www.diabetologando.it/archives/901
    La ringrazio e la saluto cordialmente.
    Ennio Scaldaferri
    (sono orgoglioso di aver scritto… nonno e nipote: http://www.diabetologando.it/archives/1314 e http://www.diabetologando.it/archives/1754)
    P.S.= mi creda: non intendo con questo mio scritto fare pubblicità al blog che è soprattutto destinato ai miei pazienti a corredo delle informazioni che io dò loro duranti i colloqui individuali.

    1. Gentile dottore, le sue preziose considerazioni sono utili per tutti, quindi grazie;=)

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