Mangiare sano, ecco le 4 principali fobie (FOTO)

di Valentina Cervelli Commenta

E’ importante mangiare sano, ma è altrettanto basilare non farsi catturare da quelle che sono le principali “fobie” che possono arrivar a caratterizzare uno stile alimentare corretto, portando lo stesso di conseguenza a non esserlo più. E’ questo l’avvertimento che giunge a margine di “Nutrimi“, il forum di Nutrizione pratica conclusosi a Milano.

Un incontro di esperti che hanno voluto affrontare tra le tante tematiche quella delle “guerre sante” contro alcuni alimenti o ingredienti che nascono e si sviluppano senza controllo, a causa di diffusioni di nozioni allarmistiche e non sempre accurate, attraverso i social network. Ecco i principali.

Olio di Palma

L’olio di palma è considerato un ingrediente non salutare per via del suo contenuto di acidi grassi saturi e l’associazione tra gli stessi ed i problemi cardiaci. Come tutti i lipidi da assumere per via alimentare deve essere consumato con attenzione. Come spiega però la dott.ssa Elena Fattore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, alcune ricerche recenti hanno mostrato la mancanza di questa correlazione dannosa diretta: una crociata contro questo alimento a prescindere, in base ai dati in possesso in questo momento, non può essere considerata supportata da prove scientifiche evidenti.

Carne rossa

In questo caso il consumo moderato, secondo gli esperti, può essere considerato più che accettabile, soprattutto perché contiene dei nutrienti necessari al benessere dell’organismo e come sottolinea Carlo Gambacorti Passerini, prof. di Ematologia all’Università di Milano Bicocca, comparare la carne rossa al fumo di sigaretta è concettualmente sbagliato per via degli effetti del loro consumo: un pacchetto di sigarette al giorno, in termini assoluti, aumenta le possibilità di tumore al polmone 10 volte di più di quanto una fettina di carne possa creare le basi per un tumore dell’apparato gastrointestinale.

Latte

Il latte è uno degli alimenti più comunemente vittima della guerra al cibo condotta nel tentativo di mangiare sano.  Esso tende ad essere sostituito molto spesso con il latte di soia ed il latte di riso, soprattutto in coloro che seguono una dieta vegana. Sebbene possa essere comprensibile il desiderio di rimpiazzare questo cibo completo in caso di eliminazione degli alimenti di origine animale, astenersi dal suo consumo senza un’intolleranza riconosciuta porta la persona a non assimilare tutta una serie di nutrienti importanti necessari da rimpiazzare. Rinunciare al latte di origine animale è al contrario consigliato per chi soffre di intolleranza al lattosio: un disturbo che viene diagnosticato in seguito alla sottomissione ad un esame specifico.

Glutine

 

Tra le principali vittime delle “nuove” fobie e delle “guerre sante” vi è il glutine: chi è affetto da celiachia deve eliminare questa proteina per evitare stimolazioni negative ed eccessive del sistema immunitario. Ma in caso contrario lo stesso non è da considerare pericoloso. Secondo gli scienziati eliminarlo in una persona sana con il tempo può portare ad una carenza di micronutrienti in grado di condurre ad osteoporosi e problemi cardiaci. E non è una novità: se così non fosse le persone celiache non correrebbero il rischio di sviluppare patologie correlate a questo disturbo e non avrebbero bisogno di essere seguiti da specialisti.

Commenta Ersilia Troiano, presidente Andid (Associazione Nazionale Dietisti).

Quel nutrizionismo per il quale tutto si riduce a un’attenzione affannosa per i nutrienti e le calorie, anziché considerare quel tutto in una logica globale di alimenti, stile di vita e benessere, facendo dimenticare alle persone che ogni giorno in tavola si mettono alimenti e non nutrienti, mostra che a nulla servono informazioni prese qua e là, se non si riesce ad armonizzarle in un piatto da preparare o in un modello alimentare da costruire e/o seguire. Ciò che è davvero estremamente preoccupante è che siccome tutti mangiano, tutti credono di essere esperti di alimentazione, complici ancora una volta la rete ed i social.

Mangiare sano si, ma sul serio. Basandosi su dati specifici e seri, non sul sentito dire.

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