L’omosessualità in natura esiste ed è anche piuttosto diffusa

di Paola 3

Chi l’ha detto che i rapporti omosessuali sono contronatura? Esempi di comportamenti ambigui tra rappresentanti dello stesso sesso possono essere rilevati in quasi tutte le specie del regno animale, dalle rane ai vermi, fino agli uccelli. Comportamenti che servirebbero ad apportare una nuova revisione della ricerca sul tema.

E’ chiaro che tra persone dello stesso sesso il comportamento sessuale si estende ben al di là dei ben noti esempi che dominano sia sul piano scientifico che nella letteratura popolare, per esempio nei bonobo, delfini, pinguini ed insetti della frutta

ha affermato Nathan Bailey, un ricercatore dell’Università degli Studi di California di Riverside. Secondo la sua tesi, i comportamenti omosessuali in diverse specie non sono tutti equivalenti. Per esempio, negli insetti della frutta i maschi talvolta fanno la corte ad altri maschi, ma il problema è dovuto ad una mancanza del gene che dà alle mosche la capacità di distinguere tra i sessi. Una situazione ben diversa ad esempio dai delfini maschi, che si dedicano alle interazioni tra esemplari dello stesso sesso di gruppo per rafforzare una sorta di “spirito comunitario”, o le femmine dell’albatross che possono fare coppia con un’altra femmina per tutta la vita.

L’analisi del ricercatore americano ha trovato anche una lacuna nella letteratura: mentre molti studi hanno cercato di capire perché tra persone dello stesso sesso esiste l’accoppiamento che ostacolerebbe l’evoluzione, pochi hanno esaminato ciò che questo comportamento potrebbe portare all’evoluzione. Spiega ancora Bailey:

Come per qualsiasi altro problema che non conduca direttamente alla riproduzione, come l’aggressione o l’altruismo, tra persone dello stesso sesso ci può essere un comportamento evolutivo con conseguenze che solo ora cominciano ad essere considerate. Per esempio, l’accoppiamento tra i maschi delle locuste può essere costosa in termini di pressione evolutiva. Di conseguenza, un maggior numero di maschi possono secernere una particolare sostanza chimica che scoraggia gli altri maschi ad accoppiarsi.

L’articolo è stato pubblicato sulla rivista Trends in Ecology and Evolution.

[Fonte: Livescience]

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