Fertilità: il 30% delle coppie italiane ha problemi dopo due anni di matrimonio

di Salvina 1

Il 30% delle coppie italiane incontra difficoltà ad avere un figlio già dopo soli due anni di matrimonio. Il dato riguarda 48.000 delle 240.000 coppie che si sposano ogni anno nel nostro paese, oltre 20.000 delle quali chiedono un consulto specialistico. Ad affermarlo Vincenzo Mirone, presidente della Società italiana di urologia (Siu), che ha affrontato la questione in occasione di un incontro organizzato nei giorni scorsi a Roma per celebrare il centenario della nascita della società degli urologi italiani.

I problemi di procrezione della coppia sono dovuti tanto a infertilità femminile, quanto a infertilità maschile. In quest’ultimo caso però il 75% delle volte non è possibile risalire a una causa specifica. Tuttavia la causa più frequente di infertilità per l’uomo è rappresentata dal varicocele, una patologia che, se trattata chirurgicamente prima dei 40 anni, permette alla coppia, in una buona percentuale di casi, di ottenere una gravidanza.


Ma anche in assenza di patologie specifiche note gli esperti consigliano alle coppie che intendono avere un bambino di effettuare comunque un esame del liquido seminale per individuare eventuali difficoltà e alterazioni che possono essere facilmente corrette. Insieme a questa raccomandazione gli urologi hanno stilato una serie di regole da osservare per la prevenzione delle malattie dell’apparato uro-genitale maschile. Regole che saranno diffuse durante una campagna di prevenzione itinerante che avrà luogo in 100 città italiane con un camper per visite urologiche gratuite.

Ecco le regole d’oro che gli uomini farebbero bene a seguire per salvaguardare la propria salute:

  • bere almeno un litro e mezzo d’acqua al giorno;
  • effettuare visite regolari nelle varie fasi della vita;
  • consultare un urologo nel caso di perdite di urina, presenza di sangue in essa, o bruciore quando si va al bagno;
  • adottare un dieta ricca di frutta e verdura e povera di grassi e cibi piccanti;
  • sottoporsi dopo i 45 anni di età a esami del sangue per controllare Psa e testosterone, indicatori del rischio di tumore alla prostata;
  • fare sesso regolarmente, ‘toccasana’ per mantenere un buon equilibrio psico-fisico”.
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