Pillola del giorno dopo, come segnalare il rifiuto del medico

di Valentina Cervelli 2

La pillola del giorno dopo è un anticoncezionale di emergenza che le donne possono assumere fino a 72 ore dopo il rapporto sessuale non protetto o considerabile a rischio. Questa necessità femminile spesso si scontra con l’obiezione di coscienza di medici e farmacisti. Oggi vi indicheremo come segnalare il rifiuto delle suddette categorie nel caso vi imbattiate in una simile eventualità.

Per segnalare tale comportamento è necessario compilare un esposto o una querela. A margine dell’articolo vi segnaliamo due facsimili, ma è bene che vi affidiate comunque ad un avvocato che possa tutelare i vostri diritti pienamente. Quando si parla di pillola del giorno dopo sono tanti i fattori che entrano in gioco. Perché è vero, sarebbe necessario ed auspicabile fare del sesso sicuro, utilizzando dei metodi contraccettivi efficaci come la pillola anticoncezionale o ancor meglio il preservativo visto che quest’ultimo è in grado di offrirci protezione anche nei confronti di malattie a trasmissione sessuale. Detto ciò, in alcuni casi la pillola del giorno, per legge, è un diritto del quale ogni donna può usufruire al bisogno. Per ottenerla è necessaria la prescrizione medica su una ricetta non ripetibile. Essa rende necessario rivolgersi ad un consultorio, o al proprio medico di famiglia, al ginecologo di riferimento, alla guardia medica o ancora ad un pronto soccorso.

Teoricamente tutti questi individui e presidi sarebbero tenuti legislativamente a prescrivere tale contraccettivo di emergenza. In molti però per “obiezione di coscienza” rifiutano. In questo caso, personalmente chi vi scrive si sente di dovere esprimere, grazie allo studio di ricerche scientifiche ed attraverso la posizione dell’Organizzazione mondiale della sanità, il proprio parere, soprattutto come donna. Potete ovviamente non essere d’accordo sulla posizione espressa ma riconoscere la validità tecnica di ciò che sto per scrivere.  La pillola del giorno dopo è un farmaco a base di Levonorgestrel, un progestinico contenuto in molte pillole anticoncezionali. L’unica differenza? In questo caso la sua concentrazione è 15 volte più alta ed agisce sull’ovulazione, bloccandola. Questo farmaco non ha effetti abortivi. Non è possibile quindi equipararla alla Ru-486 a base di Mifepristone, la pillola abortiva che agisce in maniera completamente opposta.

Se si parte da questo punto di vista scientifico,  l’obiezione di coscienza dovrebbe essere valida anche per condom, diaframmi e pillola anticoncezionale. E nessun medico ovviamente agisce in tal senso. E’ per questo motivo che se farmacisti e medici si rifiutano di prescrivere o vendere la pillola del giorno dopo, potete e teoricamente dovreste, segnalarli. Qui di seguito i modelli facsimile per i vostri esposti.

Facsimile per esposto Farmacisti

Facsimile per querela Medici

Commenti (2)

  1. Come mai nel foglietto illustrativo del Norlevo c’è scritto: “La contraccezione di emergenza e` un metodo di emergenza che ha lo scopo di prevenire la gravidanza, in caso di rapporto sessuale non protetto, bloccando l`ovulazione o impedendo l`impianto se il rapporto sessuale e` avvenuto nelle ore o nei giorni che precedono l`ovulazione, cioè nel periodo di massima probabilità di fecondazione. Il metodo non e` più efficace una volta iniziato l`impianto.” e in quello di Levonelle: ” Il levonorgestrel, al dosaggio fornito da Levonelle, si ritiene agisca principalmente prevenendo l`ovulazione e la fecondazione, e modificando la mucosa dell`utero rendendola inadatta all`impianto di un ovulo fecondato”; e come mai nel 2008, nell’articolo “Pillola del giorno dopo. Non confondetela con la pillola abortiva RU486” facevate espresso riferimento all’azione di impedimento all’annidamento dell’ovulo fecondato? La “validità tecnica” di quanto scrive Valentina Cervelli deve essere seriamente vagliata …

    1. @Giacomo Rocchi: Forse dovevo essere in qualche modo più chiara. La fonte da me utilizzata, in lingua inglese non lo indicava come farmaco in grado di limitarne l’impianto una volta insediatosi. Ovviamente non è un problema per me specificare ora, e rimediare al potenziale errore di comprensione, cosa che farò approfittando della sua segnalazione, tralasciando ovviamente il tono con cui è giunta che appare facilmente intuibile. Rimane il fatto che non può essere considerata una pillola abortiva. E che con il passare degli anni aumentano le ricerche e con molta probabilità rispetto all’articolo del 2008 qualcosa possa essere cambiato.

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