Paralisi cerebrale e trapianto di staminali, i primi risultati

di Valentina Cervelli Commenta

L’utilizzo di cellule staminali trapiantate in materia autologa sembra dare risultati molto positivi nella cura della paralisi cerebrale, almeno stano ai risultati ottenuti sulla bambina italiana sottoposta a questa specifica tipologia di terapia.

I risultati sono stati presentati dalla dottoressa Irene Martini di SmartBank al Congresso mondiale ESH/NetCord/EuroCord di Montecarlo dove il suo team ha presentato anche uno studio per migliorare la vitalità delle staminali del cordone ombelicale già nel corso della gravidanza. Nel corso dell’incontro sono stati celebrati i 25 anni dal primo trapianto di cellule staminali cordonali e si è discusso del caso la bambina italiana sottoposta a infusione di staminali cordonali autologhe lo scorso maggio.

La bambina, 4 anni, è affetta da paralisi cerebrale fin dalla nascita ed è stata inserita in un trial clinico della Duke University coordinato dalla dottoressa Joanne Kurtzberg. I risultati ottenuti dalla piccola sono stati considerati dai medici come “fuori dall’ordinario” per la loro positività. Anche in questo caso si tratta di un trapianto autologo da cordone ombelicale conservato alla nascita. Commenta la ricercatrice:

Oggi, a distanza di cinque mesi dal trapianto, i risultati sono molto positivi sia nel linguaggio perché ora la bimba si esprime con intere frasi e impara ogni giorno nuove parole, sia nel tono muscolare, sta imparando a muoversi con il deambulatore. Il fisioterapista e il logopedista che la seguono sono molto soddisfatti e hanno definito i risultati raggiunti “fuori dall’ordinario”.

Dati i risultati raggiunti, i genitori della bambina hanno deciso di sostenere una seconda infusione di cellule staminali, che è stata fissata per il prossimo dicembre. Possibilità data anche dal fatto del gran numero di cellule staminali conservate. Sono storie come questa che fanno comprendere quanto sia importante la conservazione delle cellule staminali cordonali. Soprattutto nel caso di patologie come la paralisi cerebrale per la quale le cure al momento sono solo di tipo sperimentale.

Photo Credit | Thinkstock

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