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Linfonodi ascellari gonfi e dolenti: sintomi di tumore?

 
Tippi
27 ottobre 2012
2 commenti

Linfonodi ascellari gonfi dolenti sintomi tumore

I linfonodi ascellari gonfi e dolenti quasi mai sono la spia di un tumore, sebbene il primo pensiero sia quello. Nella maggior parte dei casi, infatti, l’ingrossamento dei linfonodi è semplicemente il sintomo di un’infiammazione o un’infezione in corso. Vediamo meglio cosa sono i linfonodi e quando è il caso di preoccuparsi.

I linfonodi sono piccoli organi situati lungo le vie linfatiche, che si diramano e raggiungono tutte le parti del corpo trasportando linfa, un liquido trasparente che contiene i globuli bianchi, deputati alla difesa dell’organismo. Il più delle volte le ghiandole linfatiche s’ingrossano per ragioni del tutto benigne. Anche i linfonodi che si trovano sotto le ascelle, pur essendo associati talvolta al tumore al seno, si possono gonfiare in risposta ad infezioni o traumi a livello del braccio o della mano. I linfonodi, infatti, possono essere importanti nella diagnosi di cancro, perché il loro ingrossamento può essere il primo segno di esordio della malattia o della sua diffusione.

Di solito, il coinvolgimento dei linfonodi nella patologie tumorali si manifesta con un aumento di volume, che solo il medico può distinguere da quello che si manifesta in seguito a malattie infettive, autoimmuni o infiammatorie, che sono comunque molto più frequenti. Quando ad aumentare di volume sono uno o più linfonodi superficiali il medico, già visitando il paziente, può capire se c’è il rischio che siano spia di un cancro. Indizi utili a tal proposito sono:

  • Dimensioni dei linfonodi
  • Sede del rigonfiamento dei linfonodi
  • Caratteristiche al tatto dei linfonodi

In genere i linfonodi gonfi e dolenti sono in prossimità della parte del corpo interessata dalla malattia, ma non è una regola che vale sempre. Ad esempio, il linfonodo di Vicrhow (situato sopra la clavicola sinistra) raccoglie la linfa che proviene dall’addome e un suo ingrossamento può svelare la presenza di un tumore a livello dell’addome o dei testicoli o delle ovaie.

Chiaramente, se il rigonfiamento persiste per alcune settimane o aumenta di dimensioni con il passare del tempo è preferibile rivolgersi al medico.

Via|AIRC; Photo Credits|Thinkstock

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Commento

  • #1avanzi.psqualini

    quando bisogna preoccuparsi ?

    26 giu 2013, 16:55 Rispondi|Quota
    • #2Cinzia Iannaccio

      Non siamo medici, ma ti dico cosa ho fatto io: mi sono preoccupata subito, l’ho detto al mio medico che mi ha fatto fare delle analisi standard e soprattutto prescritto un’eco al seno (che mi faceva gran male. Da lì una mammografia perché c’erano dei dubbi. Nulla di grave se non infiammazione curata con antinfiammatori. Insomma quando preoccuparsi, sempre quando il nostro organismo ci da un segnale, ma sena ansia, solo quel minimo che ci conduca a fare una diagnosie e a scoprire di cosa si tratta.

      28 lug 2013, 21:34 Rispondi|Quota