Il testosterone non è collegato all’età

 
Marco Mancini
9 giugno 2011
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I livelli di testosterone non necessariamente crollano con l’età, ma è più probabile che fra gli uomini più anziani ci sia un semplice calo generale dello stato di salute che, di conseguenza, li può abbassare. Ad affermarlo è un nuovo studio effettuato presso l’Università di Sidney, in Australia. In controtendenza con la ricerca preliminare che indicava che la carenza di testosterone legata all’età contribuiva al deterioramento della salute, stanchezza e perdita di libido, i ricercatori australiani hanno rilevato che gli importi di testosterone nel sangue non scendono negli uomini anziani in buona salute.

La nostra interpretazione è che l’età di per sé non riduce i livelli ematici di testosterone. Ma i disturbi accumulati con l’età negli uomini, alcuni prevenibili e altri no, alcuni genetici e alcuni ambientali, hanno un tale impatto, sia pure abbastanza modesto

ha specificato l’autore dello studio dottor David Handelsman, professore di endocrinologia riproduttiva e andrologia presso l’Università di Sydney.

Handelsman e il suo team hanno prelevato campioni di sangue nove volte in tre mesi a 325 uomini di età superiore ai 40 anni che hanno dichiarato di essere in ottima salute. Gli uomini che hanno preso farmaci che influenzano il testosterone sono stati esclusi dalla ricerca. Mentre l’età non ha avuto effetto sulle concentrazioni del testosterone, il calo è stato notato particolarmente sugli uomini obesi.

Il Dr Ronald Swerdloff, capo della divisione di endocrinologia presso l’Harbor-UCLA Medical Center di Los Angeles, ha osservato:

Molti concordano sul fatto che la malattia acuta e cronica ha effetti pregiudizievoli per i livelli di testosterone nel sangue, non è una sorpresa. Ma ci sono riduzioni che sembrano essere indipendenti dalle condizioni di co-morbidità. Il punto della questione è che, con un aumento dell’età, si ha una diminuzione dei livelli di testosterone, ma il grado di riduzione varia da studio a studio, e la variazione potrebbe essere dovuta a molti fattori.

Swerdloff ha affermato di non sostenere le aziende che cercano di trarre profitto da quegli uomini la cui più grandi paura è il calo del testosterone con la vendita di integratori che si presume possano compensarlo. Secondo lui si tratta soltanto di approfittarsi della popolazione debole per “ottenere vantaggi finanziari”.

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[Fonte: Health24]

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