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  • 09
  • apr
  • 2008

Se il batterio sgranocchia l’antibiotico ci pensa il coccodrillo

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Se i batteri sono sempre più aggressivi e non temono gli antibiotici sembra proprio che in futuro li potremo combattere grazie al sangue di coccodrillo. Forse può sembrare incredibile, ma non c’è nulla di magico o di stregonesco in questa affermazione. Tutt’altro. Un team di ricerca costituito da scienziati statunitensi e australiani spera infatti di poter estrarre dal sangue del coccodrillo delle proteine antibiotiche in grado di sconfiggere i batteri più pericolosi.

Purtoppo la diffusione sempre più estesa di batteri resistenti agli antibiotici non è una novità. Solo qualche settimana fa i sanitari statunitensi lanciavano l’allarme, per fortuna rientrato, sulla pericolosità della infezioni post-lifting causate dal batterio Stafilococco Aureo resistente alla meticillina. Ma sono numerosi gli organismi batterici che si sono evoluti riuscendo così a burlarsi letteralmente delle terapie antibiotiche. Nel gruppo dei batteri più aggressivi anche il batterio della Salmonella, tradizionalmente considerato tra i più facilmete debellabili. Si comprende quindi come fra gli studiosi vi sia, ormai da qualche anno, un clima di preoccupazione sempre crescente.


Lo studio, presentato all’American Chemical Society Conference di New Orleans, è partito dall’osservazione che i coccodrilli nonostante le ferite e le mutilazioni che riportano nei combattimenti con i maschi avversari, si ammalano raramente, forti di un potentissimo bagaglio di anticorpi. I ricercatori hanno già avuto modo di osservare che le proteine antibiotiche presenti nel sangue di coccodrillo sono in grado di uccidere molti batteri, incluso il famigerato Stafilococco Aureo meticillina-resistente. Gli studiosi sperano di poter impiegare le molecole in questione anche come antivirali e ventila la possibilità, o la speranza, che trovino impiego anche nella lotta contro il virus dell’HIV.

Secondo gli esperti tuttavia a rendere innocui gli antibiotici contro questi batteri è stato soprattutto l’uso sconsiderato che se ne è fatto e si continua a fare. Gli antibiotici andrebbero assunti infatti solo in caso di effettivo bisogno e sotto prescrizione medica.

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Commenti:

Sono stati scritti 4 commenti su "Se il batterio sgranocchia l’antibiotico ci pensa il coccodrillo"

  1. [...] l’inossidabile chitarrista dei Rolling Stones, per scoprire i segreti di quello che sembra uno straordinario sistema immunitario. Richards infatti non si è certo riguardato in tutti questi anni e la sua vittoria, per così dire [...]

  2. [...] solo 1.500 di questi batteri sono pericolosi e possono causare malattie come polmoniti o infezioni cutanee. Per essere al sicuro è dunque [...]

  3. [...] Antibiotici: quando passa la febbre non li prendo più! E’ un errore che fanno in tanti. L’antibiotico, però, non è come gli antidolorifici che, una volta passato il dolore, non servono più. Gli antibiotici si prendono per eliminare batteri e germi che hanno provocato la malattia. E ci vogliono parecchi giorni perché questo accada (mai meno di 7). Smettere prima solo perché magari la febbre è passata significa lasciare in vita alcuni batteri che poi si riprodurranno più forti di prima. Così la malattia si ripresenterà. Diabete: vietato lo zucchero! L’alimentazione deve essere bilanciata. Sappiamo infatti che l’organismo ha bisogno di zuccheri, si tratta solo di dosarli al meglio. Di assumerli in quantità moderata e sotto le forme consentite. [...]

  4. [...] utilizzano le colture del secreto nasale nelle sinusiti croniche, altri invece no. Vi sono diversi antibiotici efficaci, utilizzati in modo empirico. Oltre al vecchio, caro Bactrim (una compressa due volte al giorno per [...]




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