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Ema: direttamente dal Giappone una fidanzata robot per i singles

Pubblicato da Paola, in Costume e Società, Curiosità, Filosofia del Vivere, La Salute degli Uomini, Psicologia | 19 giugno 2008 | 14:30

Dopo il cane virtuale, e tutto lo zoo, immagazzinato in tamagotchi tascabili, con animali virtuali che facevano la pipì e volevano giocare ed essere coccolati e accuditi, un’altra invenzione giapponese continua a far parlare sulla scia della socialità virtuale, paradosso dell’era odierna.

Stavolta si tratta addirittura di una fidanzata in metallo e circuiti (dire carne ed ossa ci sembrava poco appropriato!): una compagna robotizzata, che simula appieno la vita di coppia.


Si chiama Ema, acronimo di Eternal Maiden Actualization, e si comporta da fidanzata in tutto e per tutto, colmando le carenze d’affetto della vita solitaria dei singles nipponici.
O almeno così dicono…

Distribuisce baci, canta e balla (ma le fidanzate vere cantano e ballano solitamente? Forse in Giappone!), e distribuisce biglietti da visita, funzione questa che ci lascia perplessi e ci fa sorgere domande sul modello di donna reale che prende in esempio, una segretaria forse?
Ha un fisico da pin up: minuta ma formosa e misura 38 centimetri: probabilmente gli uomini si erano stancati di avere partner troppo ingombranti.

Si alimenta a batterie, cosa fondamentale perchè, a differenza delle donne normali, può essere disattivata!
Una tecnologia ad infrarossi consente ad Ema di entrare in modalità amore, accostandosi al viso del suo fidanzato umano e simulando la situazione di feeling emotivo propria delle liasons reali.

Prodotta dalla Sega Toys, la fidanzata robot è disponibile sul mercato giapponese da settembre al costo di 175 dollari…basterà una bambola innamorata a riempire il cuore dei singles del calore di una vera storia d’amore?
Staremo a vedere…dal momento che non c’è più tempo per i rapporti umani e per la socialità, creare dei surrogati delle relazioni reali è l’unica soluzione a cui è capace di pensare l’uomo.
Che tristezza…

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Commenti:

Sono stati scritti 8 commenti su "Ema: direttamente dal Giappone una fidanzata robot per i singles"

  1. [...] Per il sesso, so a cosa state pensando: come si farà tecnicamente ad accoppiarsi con una macchina e a provare piacere? La soluzione è nell’aggiungere qualche chilo di elettronica in più e maggiori “vibrazioni” ed il gioco è fatto. D’altra parte, bambole gonfiabili di questo tipo sono già in vendita da molti anni e di recente in Giappone hanno progettato Ema, la fidanzata-robot. [...]

  2. [...] dal 2050. Ebbene, una notizia che supporta questa tesi futuristica è l’invenzione di un robot, Mahru, progettato da scienziati sudcoreani e realizzato all’Istituto per la scienza e la [...]

  3. Alessandro

    Si , è vero Paola . E’ triste . Ma anche il tema “Metà delle single sta bene cosi” è assai triste . Non è che siamo un pò troppo stressati oggi rispetto a qualche dozzina di anni fa ?

  4. Paola Pagliaro

    Più che stressati la vita moderna soprattutto in Italia sembra ostacolare le giovani coppie e quindi l’amore. Sposarsi a 40-50 anni dopo una vita da single in cui si è abituati a stare da soli non è proprio il massimo. E poi oggi i singles vanno tanto di moda, sembra quasi un vanto farcela da soli e non avere bisogno di nessuno. Io invece penso che donne e uomini abbiano bisogno l’uno dell’altro, e non solo per fare sesso. L’uomo è un animale sociale, se uno o una ce la fa da solo ha seri problemi, altro che forte e ammirevole, è triste!!!

  5. Alessandro

    Credo che l’essere un animale sociale centri poco con il discorso del “voler stare soli” . Si possono elencare tanti esempi del perchè . Non credi Paola ?

  6. Paola Pagliaro

    A volte c’è il bisogno di stare da soli… ma non è quasi mai una scelta per la vita… piuttosto una falsa soluzione e una facile scappatoia all’incapacità di relazionarsi…

  7. Alessandro

    Paola , non riesco a credere che in Italia si stia espandendo quest’incapacità di relazionarsi . Non si direbbe . Forse colpa di Myspace e Facebook ? Oppure per quale altro motivo ?

  8. Paola Pagliaro

    Non credo sia dovuto ai social network che comunque servono anche a tenere in contatto persone che si conoscono realmente ma che abitano lontane… e quindi hanno un ruolo più che positivo… sempre più persone trovano l’amore on-line e si sposano anche!!! Non credo si possa generalizzare su questo tema, per alcuni myspace e facebook sono strumenti come altri per socializzare, per altri è il SOLO modo di comunicare e relazionarsi nascondendosi dietro ad uno schermo… e questo è già un po’ più preoccupante. Una distinzione tra virtuale e reale si rende necessaria ad un certo punto per evitare di avere grandi amici virtuali, un amore a sera on-line, e una casa vuota e zero amici in carne ed ossa con cui uscire il sabato sera… la mia opinione è che quando la persona che sta dietro al computer e quella che invece vive la vita reale coincidono allora è tutto nella norma, in caso contrario c’è qualcosa che non va!




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