Malattie a trasmissione alimentare, maggiori rischi da carne e verdure

 
Paola
16 agosto 2010
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Quest’anno ne abbiamo viste di tutti i colori: dalla mozzarella blu alla ricotta multicolors, al pesto rosso proprio in questi giorni. Molte infezioni, intossicazioni e malattie vengono proprio dal piatto. Che sia per l’eccesso di pesticidi, piuttosto che per la contaminazione da salmonella o per disturbi gastrici provocati dai norovirus, bisogna stare molto attenti a cosa portiamo in tavola.

Un richiamo a regole più ferree sui prodotti che entrano nella catena alimentare viene da un recente rapporto diffuso dal Centers for Disease Control and Prevention degli USA che ha stilato una sorta di classifica dei cibi che trasmettono più malattie, analizzando la relazione esistente tra lo sviluppo di focolai epidemici negli Stati Uniti e il prodotto alimentare scatenante. Ebbene, al primo posto troviamo la carne di pollo, seguita da quella di bovino e dagli ortaggi a foglia.

In tutto sono state 1.097 segnalazioni di focolai di malattie di origine alimentare nel 2007, con 21.244 ammalati e 18 decessi. Nei 235 focolai in cui è stato identificato come causa soltanto un prodotto alimentare, il maggior numero di malattie, 691, erano legate al pollame. Un totale di 667 era invece correlato al consumo di carne bovina. Gli ortaggi a foglia non erano molto indietro nella classifica, seguendo a ruota con 590 malattie.

Le più diagnosticate sono state le infezioni da norovirus, seguite a ruota dalla salmonella. Le epidemie da norovirus sono molto spesso legate alla manipolazione degli alimenti da parte di persone che non si lavano le mani dopo aver usato la toilette.

Gli esperti consigliano, per evitare problemi, di optare per il consumo di prodotti freschi poiché gli alimenti più comuni associati con focolai di salmonella includevano infatti molti prodotti alimentari trasformati, tra cui molti cibi surgelati. Inoltre è opportuno cuocere completamente e accuratamente i cibi per uccidere la salmonella, e pulire accuratamente gli alimenti.

[Fonte: Ecologiae]

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