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Sconfiggere la Bulimia. L’approccio multidisciplinare come trattamento elettivo

Pubblicato da Salvina, in Anoressia e Bulimia, Disturbi alimentari, Psichiatria, Psicologia | 15 gennaio 2008 | 15:30

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La bulimia è un disturbo dell’alimentazione che può presentare un decorso variabile: da un singolo episodio risolvibile in poco tempo allo strutturarsi di una forma cronica con un discreto rischio di morte per complicanze mediche o suicidio.

La terapia dei disturbi del comportamento alimentare, come l’anoressia e la bulimia, presenta svariate difficoltà legate all’atteggiamento dei pazienti che in genere negano la patologia e sono scarsamente collaborativi, e spesso presentano, in concomitanza, altre patologie di interesse psichiatrico oltre ad un elevato rischio di suicidio. Nella gran parte dei casi la terapia è ambulatoriale. Si rende necessario il ricovero quando la terapia ambulatoriale si rivela insufficiente, si verificano importanti squilibri elettrolitici, la paziente presenta in comorbilità gravi disturbi psichici, è a rischio di suicidio, o è necessario allontanarla da relazioni familiari patologiche.
In ogni caso è di fondamentale importanza che l’intervento sia calibrato in funzione delle specifiche esigenze della paziente.


Il trattamento più efficace è senza dubbio quello ad approccio multidisciplinare poichè, soprattutto nelle fasi iniziali, è necessario l’intervento di diversi professionisti della salute. Per prima cosa infatti è opportuno valutare le condizioni mediche della paziente e trattare le complicanze derivate dall’eccessiva ingestione di cibo e dall’abuso di diuretici e lassativi, oltre che dal vomito indotto. E’ molto utile la prescrizione di una dieta adeguata e di un intervento psicoeducazionale per ripristinare corrette abitudini alimentari. Soprattutto nel caso di pazienti molto giovani è opportuno coinvolgere la famiglia e ottenerne la collaborazione nel percorso terapeutico. E’ indicato anche un percorso di psicoterapia (individuale, di gruppo o familiare) per intervenire sugli aspetti psichici del disturbo e sulle eventuali patologie psichiche concomitanti (disturbi di personalità, depressivi o ansiosi).

Anche gli psicofarmaci si sono rivelati molto efficaci nel trattamento dei sintomi della bulimia, in particolare gli antidepressivi come la fluoxetina. E’ emerso infatti che la loro assunzione porta ad una drastica riduzione del numero di crisi bulimiche anche se il disturbo non si accompagna a sintomi depressivi.

In Italia esistono diverse strutture sanitarie pubbliche che si occupano di disturbi del comportamento alimentare e sono attivi i gruppi di mutuo auto-aiuto di Over eaters anonymous

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