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Parto in acqua: il modo più naturale di nascere

Pubblicato da Paola, in Nuove frontiere mediche, Ostetricia e Ginecologia, SESSO & FERTILITA' (non selezionare) | 29 febbraio 2008 | 12:00
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Si sta diffondendo anche in Italia un nuovo modo di nascere, che coniuga la naturalezza dell’elemento acqua ai vantaggi pratici, sia per la madre che per il nascituro.
Si tratta del parto in acqua, una modalità naturale per dare alla luce un figlio, che trae origine dalle esperienze del medico russo Igor Tjarkowskij.

Il medico francese Michel Odent ha poi consolidato questo nuovo metodo, e ora è possibile partorire in acqua in molte strutture ospedaliere europee.


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In Italia gli ospedali e le strutture attrezzate allo scopo si trovano prevalentemente al centro-nord.
Questo metodo non comporta alcuna controindicazione e nessun rischio. I vecchi pregiudizi legati a presunti problemi di igiene sono stati superati da tempo, e oggi è possibile partorire in acqua anche a casa propria.

Alcune organizzazioni di ostetrici offrono infatti la possibilità di effettuare il parto a domicilio, nella vasca da bagno o in apposite piscine di gomma.
Ma vediamo quali sono i vantaggi del nascere in acqua:

  • l’acqua è la grande madre, il simbolo della femminilità, uno dei quattro elementi primordiali.
    Il contatto con la fonte stessa della vita consolida nella gestante la consapevolezza della propria capacità biologica di procreare.
  • l’acqua tiepida ha un effetto rilassante sulla muscolatura e stimola la produzione di endorfine, con un conseguente effetto analgesico e miorilassante.
  • il rapporto bioenergetico con l’elemento liquido favorisce la concentrazione della partoriente, permettendone un raccoglimento introspettivo maggiore grazie all’assenza di stimoli dall’ambiente esterno.
    La completa sintonia fra psiche, corpo e anima fa sì che l’organismo produca più in fretta le endorfine e gli ormoni che regolano il travaglio.
  • L’ossitocina, l’ormone che induce le contrazioni uterine, è prodotta dall’ipofisi, una piccola ghiandola che si trova sotto gli emisferi cerebrali che ne influenzano la produzione.
    Gli stimoli esterni di solito inibiscono questo processo, cosa che non avviene nel parto in acqua.
  • La madre non viene a contatto troppo diretto con il personale medico, mentre nel caso del parto normale non è raro che ci si ritrovi con il gomito di un medico sulla pancia ( la tecnica abusata della manovra di Kristeller)
  • la rilassatezza della madre, il ridotto tempo di travaglio e il contatto con un ambiente simile a quello del ventre materno, hanno ripercussioni positive sul nascituro e rendono il parto in acqua un’esperienza estremamente positiva.

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