Allergia ai farmaci: sintomi, test, cura e cosa fare nel bambino

di Valentina Cervelli Commenta

L’allergia ai farmaci è una reazione del sistema immunitario rispetto ad alcuni principi attivi contenuti nei medicinali. Quest’avvenimento rientra in una specifica tipologia di reazione avversa ai farmaci, non legata a sbagliate interazioni e somministrazioni. Per comprendere quali siano le sostanze alle quali siamo allergici si possono condurre dei test specifici.

E’ importante conoscere questo aspetto della nostra salute: le reazioni del sistema immunitario nei confronti di un farmaco possono portare talvolta allo shock anafilattico, con tutta una serie di conseguenze per il nostro organismo. Nei casi più gravi, se non si interviene immediatamente vi è anche il rischio del decesso.

Allergia ai farmaci: cosa è

E’ necessario spingersi più a fondo nel concetto di reazione avversa al farmaco. L’allergia allo stesso viene infatti medicalmente classificata come una “reazione avversa al farmaco di tipologia B“, ovvero  quella che avviene su base immunologica (come tutte le allergie)  e indipendentemente dal dosaggio del medicinale e dalla sua azione sull’organismo. Non si tratta di un effetto collaterale e quindi potenzialmente di tipo comune, ma di una reazione strettamente collegata all’individuo e a lui solo. E per questo avviene solo ed esclusivamente nei confronti del farmaco non tollerato e non in generale al contatto con altri principi attivi.

Allergie ai farmaci: i sintomi

I sintomi dell’allergia ai farmaci subiscono all’interno della scienza medica una vera e propria classificazione in base alle manifestazioni.  Essi si riconoscono in tutte e quattro le reazioni di Gell e Coombs:

  • Reazioni di tipo I: Possono essere manifestazioni più o meno gravi correlate al rilascio diretto di istamina. I sintomi più comuni sono : orticaria diffusa, asma, e gonfiori, molto pericolosi se si verificano in gola. Nei casi più gravi si può arrivare allo shock anafilattico, con grave compromissione della salute e rischio di decesso. Si tratta di reazioni di tipo immediato.
  • Reazioni di tipo II: reazioni citotossiche che possono portare problemi a livello vascolare, anemia, leucopenia e piastrinopenia. Si scatena una degradazione dei componenti del sangue i cui sintomi principali sono emorragie e febbre alta. Soprattutte le prime rischiano di passare inosservate per qualche tempo.
  • Reazioni di tipo III: si tratta di manifestazione immuno-complesse che riuniscono in loro episodi di vasculite che malattie da siero. Esse colpiscono gli organi interni come reni, fegato, polmoni e cervello scatenando problemi renali, disturbi respiratori, e problemi molto simili a quelli di piccoli ictus a livello neurologico.
  • Reazioni di tipo IV: parliamo si manifestazioni di tipo  linfocito-mediato conosciute come allergie da contatto che si manifestano dalle 6 alle 48 ore dopo l’assunzione e che si evolvono nei rush cutanei tipici della dermatite pruriginosa.

Allergia ai farmaci: i test

Come vi abbiamo anticipato già sono disponibili dei test specifici per scoprire se una persona è allergica ai farmaci. Sono il prick test, il rast test ed il test di attivazione dei basofili a creare un quadro preciso delle allergie ai farmaci delle quali l’individuo soffre. Negli ultimi anni è stato introdotto anche il test molecolare, ma nel nostro paese è presente solo in alcune strutture: l’Istituto dermopatico dell’Immacolata ed il Bambino Gesù di Roma, l’ospedale Mayer di Firenze, il Gaslini di Genova ed il San Raffaele di Milano. Il prick test consiste in una prova di tipo cutaneo nella quale si applica una goccia dell’estratto allergenico sulla cute dell’avambraccio del paziente facendola penetrale con un ago negli strati superficiali della pelle. Il test cutaneo è da evitare se si sono avute reazioni avverse gravi rispetto al farmaco di cui si sospetta l’allergia.

Il rast test è invece un esame del sangue che consente di verificare quante immunoglobuline sono presenti nel sangue in corrispondenza di un determinato allergene. Questo, unito al test di attivazione dei basofili (una particolare tipologia di globuli bianchi, N.d.R) consente di verificare casi di positività ai farmaci anche davanti ad un prick test negativo. Solitamente si spingono le persone che sospettano un allergia a verificare la presenza della stessa nei confronti delle pennicilline, uno dei principi attivi in grado di scatenare statisticamente più reazioni.

Allergie ai farmaci: la cura

Quando si parla di allergie ai farmaci e di cura, non si intende la capacità di risolvere effettivamente questa reazione sul lungo termine, ma il sedare la manifestazione riportando l’organismo in uno stato di salute perfetto. Quando si scatenano delle reazioni allergiche si agisce attraverso la somministrazione di antistaminici specifici e cortisonici, in grado di riportare una situazione di normalità. In caso di shock anafilattico bisogna eseguire delle iniezioni di adrenalina. In ogni caso, a meno che non si tratti di manifestazioni cutanee risolvibili con cortisonici topici è bene recarsi al pronto soccorso per essere assistiti immediatamente. Nei casi più gravi, se la glottide inizia a gonfiarsi e non si dispone nemmeno di un cortisonico, è consigliabile chiamare il 118.

Allergia ai farmaci nel bambino

L’ allergia ai farmaci in un bambino può sicuramente avere delle reazioni più forti sull’organismo rispetto a quelle di un adulto proprio per la capacità del sistema immunitario di reagire alla stimolazione. Se la reazione è di tipo cutaneo, senza ulcerazioni o simili manifestazioni ci si può limitare ad un intervento di tipo topico con pomate antistaminiche specifiche. Se le manifestazioni, a prescindere dalla tipologia di reazione, sono molto gravi è bene chiamare il numero di emergenza e richiedere l’intervento degli operatori sanitari del 118.

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