Asma: fumo e smog tra le cause principali

di Marco Mancini 3

Alcune condizioni come asma e allergie sono considerate in molti casi inevitabili. Ma secondo una recente ricerca effettuata a Palermo dall’Ibim-Cnr e pubblicata su Pediatric Allergy and Immunology, pare che in quasi la metà dei casi non sia così.

Asma, rinite allergica, congiuntivite e molte forme di allergia sono influenzate da fattori esterni, per la maggior parte evitabili, come lo smog dovuto all’alta concentrazione di automobili, muffa in appartamento e fumo.

La ricerca si è basata sui dati provenienti dall’analisi di 2.150 studenti palermitani tra gli 11 e i 14 anni, da cui è risultato che nel 41% dei casi le condizioni descritte sopra fossero dovute ai fattori ambientali. Il dott. Giovanni Viegi, direttore dell’Ibim-Cnr, ha spiegato che i ragazzi sono stati sottoposti a spirometria, test allergici cutanei e a questionari sulla salute respiratoria, dove dovevano indicare anche la presenza di alcuni dei fattori considerati di rischio. E così è risultato che oltre la metà, il 56%, era esposto a fumo domestico, il 21,1% allo smog cittadino ed il 15% a muffe o umidità nella propria camera da letto.

Dalla valutazione delle risposte è risultata una prevalenza di asma corrente del 4,2% e di rinocongiuntivite del 17,9%, mentre il restante 77,9% dei soggetti era asintomatico. La prevalenza di sensibilizzazione allergica, ossia la risposta positiva ad almeno uno degli 8 allergeni utilizzati per l’esecuzione del test allergico, è stata del 39,2%

ha commentato Viegi. Si tratta di una condizione in continuo peggioramento, dato che queste percentuali sono cresciute dello 0,7% per quanto riguarda l’asma e del 2,2% per la rinocongiuntivite ogni anno dal 2002, primo anno in cui è stata effettuata la rilevazione. E’ stato così possibile calcolare il Par (population attributable risk o rischio attribuibile di popolazione), cioè quanto i fattori di rischio hanno inciso nell’insorgere della malattia, rappresentando così il 40,8% per quanto riguarda l’asma, il 33,6% per la rinocongiuntivite ed il 14,1% per le altre malattie respiratorie.

Un risultato che dimostra quanto la prevenzione sanitaria ed ambientale per la salute dei bambini e degli adolescenti sia importante e possa consentire enormi risparmi in termini di spesa, sia per i farmaci sia per l’accesso ai servizi sanitari

ha concluso Viegi.

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