Ipotiroidismo ed infortuni: ecco perché Ronaldo abbandona il calcio

di Cinzia Iannaccio 2

 L’ipotiroidismo tra le cause dell’abbandono dell’attività agonistica da parte di Ronaldo. Il grande calciatore  negli ultimi anni ha subito molte lesioni alle gambe, di diverso tipo che hanno accelerato la difficile decisione. Il tutto non è stato di certo favorito dal sovrappeso, causato dall’ipotiroidismo di cui l’atleta soffriva da almeno 4 anni, quando ancora giocava con il Milan. Solo oggi però lo racconta, togliendosi qualche sassolino dalla scarpa:

“si tratta di un disturbo che rallenta il metabolismo e per controllarlo bisogna assumere dei farmaci, ormoni, che nel calcio non sono ammessi perché considerati doping. Per questo motivo ero ingrassato. Chi mi ha criticato per il mio aumento di peso ora sa….”.

Ma in cosa consiste di preciso questa malattia?

L’ipotiroidismo è una patologia che dipende dal cattivo funzionamento della tiroide che si dimostra ipoattiva, non garantisce cioè la regolare produzione di ormoni necessari al metabolismo, (banalizzando: non funziona a pieno regime!) e dunque si tende ad un accumulo di peso. Le cause sono diverse: per lo più dipendono da una malattia autoimmune, dalla rimozione chirurgica della stessa tiroide, o dall’esposizione a radiazioni. Tra i sintomi, oltre il già citato aumento di peso, si osserva un’alterazione dell’appetito, stanchezza, diminuzione della frequenza cardiaca, torpore mentale ed intorpidimento muscolare (il che non giova a chi fa sport). Non si guarisce anche se i vari disturbi si possono controllare, ma solo con l’assunzione regolare di tiroxina (eutirox) l’ormone mancante, capace di accelerare nuovamente il metabolismo e riequilibrare la situazione. Purtroppo però, proprio per questo suo effetto, tale medicinale non può essere utilizzato da persone che svolgono attività sportiva agonistica, perché dopante.  La storia del campione è costellata di successi e momenti di difficoltà, ma la vera sua forza l’ha sicuramente dimostrata in conferenza stampa, annunciando l’addio al professionismo, senza nascondere emozione e commozione, ma soprattutto affermando:

“nella mia carriera ho trovato molti amici, ma non ricordo dei nemici…”.

Bello! Complimenti.

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[Fonte: Eurosport]

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