Mortalità materna in aumento nei paesi in via di sviluppo ma anche industrializzati

di Redazione 1

Dati allarmanti si evidenziano dal nuovo rapporto Unicef denominato Progressi per l’infanzia. Tasto dolente delle stime è evidenziato dalla drammatica contabilità relativa ai dati sulla mortalità materna nei paesi in via di sviluppo. A sottolineare la questione è proprio il presidente dell’Unicef Italia, Vincenzo Spadafora che snocciola a riguardo un meticoloso commento affinché la delicata situazione sia sotto gli occhi di tutti. I paesi penalizzati sono, per lo più, quelli relativi all’Africa sub-sahariana e Asia meridionale. Qui, secondo il nuovo rapporto Unicef ono ben 536.000 donne, pari all’84 per cento, a perdere la vita durante il periodo della gravidanza o del parto. Come sottolinea lo stesso Spadafora:

“Ciò che colpisce subito di questo rapporto sono le percentuali. Il 99% dei casi di mortalità materna avviene nei paesi in via di sviluppo. L’84% sono concentrati in Africa sub-sahariana e Asia meridionale con la Numibia che detiene il record negativo del 22 per cento di casi sul totale mondiale”

Ad incidere in maniera grave sui molti decessi materni, sono in primis la mancanza di possibilità di accesso ad una adeguata assistenza sanitaria, la generale condizione di salute delle donne, i fattori sociali come la povertà e le disuguaglianze nonché gli atteggiamenti culturali che spesso risultano degli ostacoli insormontabili per le donne che vogliono accedere all’assistenza pre e post parto. Ha proseguito il presidente Spadafora:

“L’istruzione è il tema centrale su cui ci impegniamo e ci impegneremo nei prossimi anni, occorre investire e promuovere accordi in materia di informazione, rendere così più consapevoli le donne degli strumenti a loro disposizione tramite i quali possono conoscere le pratiche di assistenza sanitaria, il ricorso ai servizi sanitari durante la gravidanza e il parto, l’educazione alimentare “

Infine, una boccata di positività, che lascia ben sperare, arriva direttamente dai dati desunti dalle stime inerenti la situazione presente nei paesi dell’Europa centro orientale. Ha concluso il presidente Vincenzo Spadafora:

“Il rapporto se da un lato ha evidenziato un quadro più che soddisfacente per quanto riguarda l’Europa centro orientale, la Csi ed alcuni paesi del Medio Oriente e del Nord Africa dall’altra colpisce la situazione negativa della percentuale di mortalità materna registrata tra i paesi industrializzati come quelli dell’ Estonia e negli Stati Uniti”.

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