Vacanze 2011: in spiaggia e piscina, come salvarsi da micosi e dintorni

di Cinzia Iannaccio 1

Correre a piedi nudi sulla spiaggia o passeggiare sul bordo piscina: gesti che hanno il sapore delle vacanze che stanno per cominciare per la maggior parte di noi. Attenzione però alle insidie. Tra la sabbia o sul verde prato che circonda lo specchio d’acqua artificiale del vostro albergo si nascondono virus, funghi e batteri microscopici….raramente pericolosi, ma molto fastidiosi. Pensiamo ad esempio alle verruche o alle micosi che in questa stagione sono particolarmente frequenti perché le alte temperature ne favoriscono la proliferazione.

La prima cosa da fare è difendersi attivamente attraverso l’utilizzo di ciabatte e teli mare personali, da non condividere con nessuno. Il rischio è di contrarre altrimenti funghi della pelle che possono provocare prurito e macchie sulla pelle. Un caso particolare è poi quello che siamo soliti chiamare “piede d’atleta” o tinea pedis. Nonostante il nome lo riconduca correttamente a tutte le stagioni, d’estate sembra avere la sua maggiore incidenza. Si tratta di una micosi molto contagiosa provocata da un fungo. Solitamente si sviluppa tra il 4° ed il 5° dito del piede e si manifesta con bruciore, arrossamento, screpolature e addirittura vesciche. Come se non bastasse, si associa di frequente a cattivo odore.

Ovviamente dei rimedi farmacologici per questa ed altre micosi ed infezioni della pelle esistono, ma perché guastarsi le vacanze con tali inconvenienti? Ovviamente i teli per il mare andranno poi lavati ad alte temperature e bisognerà prestare particolare attenzione ai bambini, soliti giocare sulla sabbia senza sedersi sull’asciugamano! Ebbene è in caso di utilizzare sempre un costumino, magari asciutto, affinché gli organi genitali non siano a contatto con organismi vari. Frequenti infatti in questo periodo anche le candidosi. Per il resto occorre evitare di fare agli altri ciò che non si vorrebbe fosse fatto a noi! Ovvero? Chi è stato contagiato da un fungo, o ha una ferita probabilmente infetta, deve evitare di camminare a piedi nudi in luoghi pubblici (vale anche per le saune, le terme, ecc). O peggio tuffarsi in piscina.

Il cloro infatti non sempre basta per distruggere microrganismi che si diffondono nell’acqua: da qui la frequenza di otite, congiuntivite ed infezioni cutanee: quante persone ammalate entrano in acqua senza neppure farsi la preventiva doccia? Così se una piscina non è mantenuta secondo le norme igieniche prestabilite (colpa degli utenti, ma anche dei gestori) diventa un covo di germi che vanno dallo stafilococco aureo al famoso escherichia coli, passando per la legionella. E al mare? Questo è un capitolo troppo vasto!

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[Fonte: ISS]