Protesi seno senza silicone con il proprio grasso

di Tippi Commenta

La chirurgia estetica si prepara a dire addio al silicone. Secondo uno studio condotto recentemente, infatti, in America il 70% dei chirurghi plastici per aumentare il seno utilizza il grasso prelevato dalle stesse pazienti (grasso autologo) da zone come addome, fianchi o cosce e lo reimpianta una volta trattato e purificato.

Non si tratta in realtà di una novità e la tecnica del lipofilling è già in uso in Francia. I riscontri sono effettivamente molto positivi e fino ad oggi la lipostruttura al seno non ha fornito elementi di pericolosità. Presenta, infatti, diversi vantaggi: in primis non viene impiantato alcun corpo esterno come accade, invece, con le protesi, quindi non c’è rischio di rigetto, inoltre non comporta cicatrici, poiché il grasso viene iniettato con delle iniezioni e i fori scompaiono in breve tempo senza lasciare traccia. Anche il decorso post operatorio è molto più soft rispetto all’inserimento di una protesi.

Come ha spiegato il Dottor Carlo Macro Specialista in Chirurgia Plastica, dirigente medico Divisione Chirurgia Maxillo Facciale Ospedale San Camillo di Roma:

La tecnica sta spopolando in tutto il mondo per molti motivi e diversi utilizzi, il risultato, infatti, è più naturale e meno soggetto a rischi di rigetto o effetti collaterali.  Il grasso viene usato per aumentare i volumi del viso (zigomi, mento) riempire depressioni cutanee e rughe profonde (come solchi naso-genieni) come forma suprema della medicina estetica detta “rigenerativa” ma si sta spostando verso il corpo. In particolare nella chirurgia del seno il grasso può essere usato come complemento e perfezionamento di un intervento di protesi per rendere più morbidi i contorni, riempire svuotamenti della parte superiore del seno e riempire zone delimitate come l’asportazione di quadranti della mammella a causa di un tumore.

L’Aicpe (l’Associazione italiana chirurghi plastici estetici), sin da quando il lipofilling si è affacciato, è sempre stato dubbioso al riguardo. Come ha precisato lo specialista, infatti, il grasso autologo potrebbe rappresentare un ostacolo alla diagnosi precoce di tumore e nelle procedure di screening in quanto il grasso non permetterebbe una corretta visibilità dei tessuti con la mammografia. Tuttavia c’è da dire che questo rischio esiste anche per un seno naturale, quindi il problema non è correlato comunque all’impianto del proprio grasso.

Photo Credit| Thinkstock

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