La protezione dei denti durante lo sport

di liulai Commenta

 

Lo sport è salutare a livello cardiovascolare, muscolare, posturale ma, soprattutto se praticato a livello non semplicemente amatoriale, espone il fisico ad una serie di rischi che, se ben valutati, consentono di affrontare la pratica agonistica senza conseguenze apprezzabili. A volte questi rischi riguardano apparati non direttamente correlati con l’attività sportiva stessa e vengono di conseguenza trascurati.

 Ad esempio la protezione dell’apparato stomatognotico (la bocca) è spesso trascurata dagli atleti, interessati più al raggiungimento della prestazione assoluta che alla prevenzione degli “effetti collaterali” indesiderati che si possono manifestare in situazioni estreme. Certamente tutte le patologie traumatiche dento-maxillo-facciali possono e devono essere prevenute soprattutto per coloro i quali svolgano i cosiddetti “sport di contatto“.

Esiste una lunga lista di sport potenzialmente pericolosi. Tra questi citiamo il basket, la pallamano, le arti marziali, il rugby e il football americano, l’hockey su prato, su ruote e su ghiaccio, il motociclismo, lo sci alpino (discesa e slalom), il pattinaggio, lo squash, il calcio e il ciclismo.

Le caratteristiche di un efficace protettore orale sono proprio protettività specifica per ogni sport, l’ingombro minimo e la stabilità, la possibilità di garantire ottima fonazione e ventilazione, la caratterizzazione estetica, la valutazione personalizzata dei rapporto cranio-mandibolare. Quest’ultimo punto merita un inciso: in presenza di forti sollecitazioni psico-fisiche, come durante
una competizione, ma spesso anche nella nostra stressante quotidianità, è importante che l’occlusione dentale (cioè il contatto che si stabilisce fra le arcate dentarie) sia stabile e ben relazionato alla postura corporea, per evitare la comparsa di disturbi che possano alterare lo stato di salute e la prestazione dello sportivo.

Sono state valutate anche l’efficacia e il confort di dispositivi paradenti semi-individuali preformati, adattabili alla bocca dell’atleta, che rappresentano un buon compromesso fra costo e beneficio, ben diversi dai presidi “fai da te” di basso costo e di difficile adattamento, che pur non dando una protezione sufficiente sono purtroppo ancora molto diffusi. Un altro aspetto la cui importanza è sottovalutata è quello relativo alla biochimica della bocca, un ambiente le cui ampie capacità di auto-ripristinare le condizioni ottimali, possono essere superate da stimoli aggressivi interni ed esterni.

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