Seno, vietato uso dell’acido ialuronico in Francia

di Valentina Cervelli 4

 Si tratta di una notizia che ancora non ci riguarda da vicino, ma che  acquista sensazionalità per via del protagonista. Fino ad ora era possibile ottenere un seno più grande utilizzando l’acido ialuronico. La Francia ha ora deciso di bandirlo in via esclusiva dall’utilizzo “dell’aumento mammario per fini estetici”.  Una decisione persa per volontà dell’Agenzia per la sicurezza dei prodotti  sanitari, l’Afssaps. Un divieto che riguarda soltanto l’utilizzo per il seno.

L’acido ialuronico potrà continuare ad essere infatti usato per riempire e correggere le rughe del viso tipiche dell’invecchiamento. Sebbene quando si parli di aumento di “misure” la tecnica più nominata sia quella della mastoplastica additiva condotta chirurgicamente, molte donne hanno approfittato nel corso degli anni di questa tecnica non invasiva, il cui vantaggio, sebbene  non si trattasse di un intervento permanente, era proprio quello di essere riassorbibile.

La decisione presa dalle autorità francesi va letta soprattutto nell’ottica della prevenzione contro il cancro al seno. La tecnica riguardante l’impianto di acido ialuronico viene considerata particolarmente rischiosa perché potrebbe rendere difficile una diagnosi precoce di tumore, una delle priorità della “salute pubblica”, senza contare poi tutti quei problemi derivanti dalla “mobilità” della sostanza nel corpo, semplicemente iniettata e non “confinata” da protesi.

Il dott. Pierfrancesco Cirillo, membro della società italiana di chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica (Sicpre) spiega:

I motivi del divieto sono essenzialmente due. Innanzitutto non sono esclusi rischi di infiammazione in un organo così delicato. Inoltre il pericolo è che frantumandosi, l’acido ialuronico possa dar luogo a formazioni di noduli. A quel punto il radiologo potrebbe avere difficoltà ad individuare la presenza di una patologia benigna, ad esempio una cisti, o precancerosa e questo determinerebbe il ritardo di una terapia.

Come vi avevamo già anticipato, la tecnica in questione non è gradita solo oltralpe: anche In Italia questa tipologia di intervento ha conquistato presto le sue estimatrici. Questo perché non vi è bisogno di sottoporsi a particolari operazioni, pericolose anestesie e lunghe convalescenze. Basta un iniezione, che deve però essere ripetuta almeno ogni 12-18 mesi, dal costo non proprio accessibile.

Si tratta di una soluzione, va ricordato, adatta a chi possiede un seno piccolo e si accontenta della crescita di una misura di seno.

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Fonte: Corriere della Sera

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