Obesità, prevenirla con cinque minuti al giorno di bicicletta

di Paola Commenta

E’ una vera epidemia, l’obesità. Dilagante. Nel mondo occidentale e industrializzato, figlio del benessere, del consumismo, della vita sedentaria e dei cibi spazzatura dei fast-food. I rischi per la salute derivanti dai molti chili in più sono molteplici: dal maggior rischio cardiovascolare al diabete a una vita sessuale minata da un cattivo rapporto con il proprio corpo.

E se vi dicessero che per evitare di cadere nella morsa dell’obesità è sufficiente pedalare cinque minuti al giorno, tutti i giorni? E’ quanto hanno scoperto ricercatori statunitensi in un recente studio.
Solo cinque minuti di bicicletta al giorno possono aiutare una donna giovane a mantenere il peso forma, un modo semplice e alla portata di tutti per aiutare le persone a dimagrire.
Come spiega l’autrice della ricerca, Rania Mekary, dell’Harvard School of Public Health di Boston:

Pochi minuti al giorno in bicicletta aiutano le donne a tenere sotto controllo il loro peso. Ovviamente più tempo trascorrono sulla bici e meglio sarà. Le donne in sovrappeso sembrano beneficiarne di più. Questo è incoraggiante per le donne con problemi di peso, perché potrebbero sostituire la bicicletta alla camminata lenta o alla guida in auto.

Gli studiosi hanno analizzato i dati relativi ad un campione di 18 414 donne sane, tutte infermiere che in media nel giro di 16 anni guadagnavano 9,3 chilogrammi. Non tutte però. Quelle che usavano la bici anche solo per cinque minuti al giorno con regolarità ingrassavano meno. In particolare i ricercatori hanno scoperto, confrontando i dati, che erano proprio le donne sovrappeso e obese a beneficiare della pedalata quodiana, con ben il 56% di probabilità in meno di ingrassare ulteriormente.

Questa ricerca appare particolarmente utile agli organi sanitari competenti per le campagne contro l’epidemia di obesità, la bici potrebbe entrare nei consigli degli esperti. Un mezzo ecologico e salutare per brevi spostamenti.
Lo studio completo è stato pubblicato sugli Archives of Internal Medicine.

[Fonte: Health24]

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