Farmaci per vegetariani, servono etichette più chiare

di Valentina Cervelli 0

Farmaci per vegetariani? Sì, grazie. Essere vegani e vegetariani, quando si sta male è difficile. Soprattutto se l’etichettatura dei medicinali non è accurata. Chi ha delle esigenze dietetiche speciali e non intende mangiare carne deve essere cosciente della composizione dei propri farmaci.

A lanciare l’appello è stato il British Medical Journal per voce di due scienziati: Kinesh Patel e Kate Tatham. Secondo i due studiosi infatti la maggior parte dei farmaci è composta anche da prodotti di origine animale in almeno 4 casi su 5 e questo di certo non li rende adatti a chi ha intrapreso, per qualsiasi motivazione, questa scelta alimentare. Troviamo quindi giusto che i vegetariani ed i vegani richiedano una migliore etichettatura dei medicinali, simile a quella richiesta per legge sugli alimenti, in modo tale da fornire sia a coloro che li utilizzeranno che ai medici che li prescrivono o ai farmacisti le giuste nozioni.

Non etichettiamo il vegetarianismo o il veganesimo come semplice moda. C’è chi lo fa per motivi sociali, chi per motivi religiosi. E ci sono anche quegli individui che iniziano questo tipo di dieta per motivi di salute ed intolleranze alimentari. E’ in rispetto a tutti loro che una etichettatura migliore si rende necessaria. Volete un esempio degli ingredienti di origine animali utilizzati nei farmaci che utilizziamo correntemente? Gli estratti di caglio bovino contenenti lattosio, le gelatine varie di alcune capsule che provengono da maiali, pesci, mucche come anche il magnesio strereato. Ed il vaccino antinfluenzale? Sapevate che la presenza della gelatina di maiale ha portato all’interruzione della campagna di immunizzazione per via della preoccupazione di stampo religioso della comunità mussulmana?

A molti potranno sembrare istanze di poco conto, ma un’alternativa veg dovrebbe essere messa a disposizione per tutti. Qualcosa in tal senso da alcune industrie farmaceutiche è già stato fatto, con la sostituzione di alcuni ingredienti “animali” con altri naturali o sintetici privi di tale origine. Certo i costi sarebbero un tantino più alti i primi tempi, ma basterebbe ampliare la produzione per regolarizzare il mercato.

Fonte | BJM

Photo Credit | Thinkstock

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